Montanaro, storia d'amore in una vetreria e per una Venezia tutta da scoprire
amore che ha i riflessi e la delicatezza del vetro quello complicato tra Elena e Tiziano
(di Paolo Petroni) GIOVANNI MONTANARO, 'IL FUOCO DI VENEZIA' (FELTRINELLI, pp. 336 - 18,00 euro) - Un titolo che accende l'attenzione sul fuoco in una città di acqua e trasparenze, proprio perché dal fuoco nascono anche le trasparenze del vetro, le luminosità di una città di laguna e mare, ma anche perché c'è il fuoco dei sentimenti, che divampa o si fa brace ma scotta sempre Elena Spina Torcellan e Tiziano Zen, i due protagonisti di un romanzo che ha però un contorno corale e storico sociale, raccontando la vita di una città e il suo profondo trasformarsi nel dopoguerra, dal boom economico anni sessanta sino alla crisi degli anni duemila.
Mentre oggi Venezia affonda sotto invasioni di turisti e di chincaglieria cinese, si spopola e pare morire, Montanari, evitando ogni possibile folclore da cartolina, racconta in fondo una storia di resistenza e fedeltà allo spirito di quella città in cui speranza, sogno di un futuro paiono non spegnersi mai. E lo fa con l'arte del narratore, di chi racconta storia coinvolgenti che hanno la loro forza in se stesse più che nel sostegno di una ricerca letteraria. E a raccontare tutto, con tanta partecipazione e ricchezza, è una voce narrate di cui scopriremo il proprietario solo alla fine.
Una Venezia quella di Montanaro in cui rivivono mille piccoli particolari, dalle venditrici di frutta caramellata a San Marco alle candele ad accendere per la festa della Salute, i baicoli e i panni stesi a Castello, l'antico ristorante La madonna e l'Harry's bar, il teatro Goldoni e il Palafenice al Tronchetto, percorrendo i decenni, dagli anni Settanta caldi tra Brigate rosse e mala del Brenta, agli Ottanta mondani e della cultura al capodanno del 2000 e poi l'11 settembre. Si incontrano i nomi importanti, da Pier Luigi Pizzi a De Michelis e Daniele Del Giudice, solo per citare qualcuno. Insomma, c'è la grande storia e la cronaca spicciola, nominando tutti i luoghi e le calli o campielli come ciò che si trova al supermercato.
Questo per far intuire la ricchezza di questo racconto, che è tutt'altro ovviamente che un elenco di nomi e cose e persone, ma c'è il loro prendere vita e farsi storia con al centro l'arte del vetro e quell'amore difficile, che unisce mondi, classi diverse e per di più clandestino, con lui giovane e lei sposata e con figli. Così la passione ora esplode, ora si nasconde, tra gite in barca in laguna, una festa da Peggy Guggenheim o incontri imprevisti a teatro, ora subisce caratteri ombrosi e alteri o necessità che si scontrano, perché si vive sempre e certe volte si ama senza riuscirci, lasciando tutto sottotraccia finché riemerge anche a distanza. ''Sono come due metà di una mela, quando stanno lontani stanno male'', ma a complicare tutto c'è il loro orgoglio, ''E l'orgoglio è il contrario dell'amore''. E attorno le vicende di giovani, come la figlia di lei Marta che si droga e alla fine ne morirà, o il processo che Zen intenta per la morte del padre, che lavorava a Marghera dove si era pian piano avvelenato.
In una città particolare, che resta antica e ha ritmi tutti suoi, Elena ha ereditato una fornace a Murano e la prende in mano da sola, una donna per di più bella in un mondo di uomini con cui il rapporto è conflittuale prima che riescano a rispettarla per le qualità che ha. Il che accade anche quando assume il giovane e talentuoso soffiatore di vetro Tiziano e con lui poi creerà linee di vetri moderni di successo, mentre la complicità creativa si trasforma in qualcos'altro. Ma non tutto andrà sempre bene, ci saranno riprese e fallimenti, cercarsi e lasciarsi, con la fornace che un giorno prende fuoco. Siamo i anni in cui quell'arte antica sembra possa sparire, lasciando solo soffiatori a fare animaletti davanti ai turisti. Il vetro è arte fragile, ma nasce appunto dal fuoco, così da essere forte e delicato, ''perché è la cosa che, più di tutte somiglia, alla vita''. Non a caso Elena a Tiziano nel momento in cui l'amore tra loro scocca colgono ''il loro riflesso dentro una lastra di vetro''.
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