A Milano in mostra il dialogo tra bellezza e bruttezza nel Rinascimento
Da domani al 18 ottobre oltre 100 opere alle Gallerie d'Italia
La dialettica tra bellezza e bruttezza, che accompagna la storia dell'arte fin dall'antichità classica, approda nelle sale delle Gallerie d'Italia di Milano.
Da domani al 18 ottobre Intesa Sanpaolo apre al pubblico "Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento", la mostra che, attraverso oltre cento opere provenienti dai principali musei europei e internazionali, racconta come tra Quattrocento e Cinquecento si siano trasformati i canoni estetici dell'Occidente.
Curata da Chiara Rabbi Bernard con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli e realizzata in partnership con il Bozar di Bruxelles, l'esposizione riunisce oltre cento opere tra dipinti, sculture, disegni e manoscritti provenienti, tra gli altri, dai Musei Vaticani, dal Louvre, dal Prado, dal British Museum, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e dalla National Gallery of Art di Washington. In mostra opere di Botticelli, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Lorenzo Lotto, Bernardino Luini, Ludovico Carracci e Michelangelo.
Il percorso ripercorre l'evoluzione dell'ideale di bellezza rinascimentale fino alla valorizzazione del grottesco e del caricaturale. "Il visitatore scoprirà la complessità che sta alla base dell'esperienza umana", ha osservato il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli. Per Michele Coppola, direttore generale delle Gallerie d'Italia, la mostra conferma la crescita delle Gallerie d'Italia.
"I visitatori continuano ad aumentare e le indagini interne ci dicono che le Gallerie d'Italia sono oggi l'iniziativa più conosciuta e apprezzata del Gruppo", ha detto. "Alla fine del percorso espositivo bellezza e bruttezza si ritrovano simbolicamente insieme", ha spiegato la curatrice Chiara Rabbi Bernard. "È una ricerca che ha dato origine anche a un vero e proprio genere artistico, quello delle coppie ineguali". Tra le opere anche ritratti idealizzati, figure come Simonetta Vespucci e il nano Morgante, oltre agli studi di Leonardo e Dürer sul deforme e sul caricaturale.
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