Un posto al sole festeggia 30 anni, "siamo ancora una famiglia"
Parlano gli attori del cast: "La serie restituisce un'immagine positiva di Napoli"
Quasi 7.000 puntate, trent'anni di storie, di personaggi entrati nell'immaginario del pubblico e di un racconto quotidiano che ha saputo affrontare temi sociali accanto alle vicende sentimentali. Un Posto al Sole celebra il suo trentesimo anniversario all'Italian Global Series Festival di Riccione con un incontro che riunisce parte del cast storico e degli interpreti più recenti, offrendo un bilancio di un'esperienza televisiva senza precedenti nel panorama italiano.
Marina Tagliaferri, tra i volti simbolo della storica soap di Raitre, descrive il percorso compiuto dal gruppo di lavoro come una crescita condivisa: "All'inizio sembravamo ragazzi che correvano nei corridoi della Rai senza sapere bene cosa ci aspettasse. Con il tempo siamo diventati una famiglia".
L'attrice sottolinea come il ricambio del cast abbia portato nuove energie senza alterare lo spirito originario della serie.
"Ci dissero che saremmo durati nove mesi e che avremmo finito per litigare. Dopo trent'anni siamo ancora qui e continuiamo a lavorare insieme". Tagliaferri rivendica inoltre il ruolo civile della fiction, ricordando l'impatto di una storyline sulla violenza di genere: "Una donna mi raccontò di aver trovato il coraggio di denunciare dopo aver visto il mio personaggio affrontare quella situazione. È anche per questo che sentiamo il dovere di raccontare certi temi". Per Antonella Prisco, entrata gradualmente nel cast fino a conquistare un ruolo stabile, l'ingresso in una produzione già consolidata ha rappresentato una sfida professionale. "È una macchina perfettamente rodata e bisogna riuscire a stare al passo con ritmi molto serrati", osserva. L'attrice evidenzia inoltre il contributo della soap nel raccontare temi delicati come l'omosessualità, affrontati "con naturalezza e senza rinunciare alla leggerezza". Patrizio Rispo che è nel cast dalla prima puntata definisce Un Posto al Sole "un piccolo miracolo produttivo" costruito nel tempo. Per l'attore il successo della soap è legato anche alla città che la ospita: "Napoli è una protagonista fondamentale della serie".
Rispo racconta di aver ricevuto negli anni messaggi da spettatori di molti Paesi che hanno scoperto o approfondito la lingua italiana seguendo la fiction. Ricorda inoltre il clima che si respira sul set: "Dopo trent'anni la squadra è ancora molto unita". Un ringraziamento è rivolto anche a Giovanni Minoli, che "ha permesso di sperimentare e costruire un prodotto innovativo per il servizio pubblico". Secondo l'attore, uno dei meriti della serie è aver restituito "un'immagine positiva, vitale e ottimista di Napoli". C'è anche chi dopo aver lasciato la soap è tornato. E' il caso di Luigi Di Fiore, rientrato nel cast tre anni fa dopo una lunga assenza: "Nella mia esperienza il 65% delle scene è buona alla prima e il 100% alla seconda.
Non ho mai trovato, in oltre quarant'anni di carriera, una realtà con questi ritmi e questa qualità: è una scuola straordinaria".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA