Sottile, 'Ore 14 un marchio importante della Rai, gli darò la mia impronta'
ANSA - Cultura

Sottile, 'Ore 14 un marchio importante della Rai, gli darò la mia impronta'

Domenica 12 luglio 2026
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Il giornalista a Il libro possibile; poi la polemica con Milo Infante

(di Francesca Pierleoni) La cronaca "è anche un modo per guardare la realtà dei fatti. La devi saper fare con rispetto per le persone che vivono quelle storie, soprattutto di delitti.
    Ore 14 è un marchio importante della Rai, sia nella fascia di daytime che nella fascia serale. Io prendo questo testimone con grande umiltà, ma cercando ovviamente di portare il mio stile, la mia impronta". Lo ha detto all'ANSA Salvo Sottile ospite ieri de Il libro possibile, festival sostenuto da Pirelli, giunto alla 25/a edizione, che ha appena concluso a Polignano la sua prima parte (la seconda si svolgerà a Vieste dal 21 al 25 luglio).
    Proprio la conduzione del programma è finita oggi al centro di un botta e risposta, passato per i social, tra il precedente 'timoniere', Milo infante e Sottile. Infante, in un'intervista di oggi su Il Messaggero ha parlato del suo passaggio a Mediaset, del rapporto contrastato con la Rai, affermando anche che per Ore 14, si sarebbe aspettato, dopo il passaggio di testimone, un cambio di nome per il programma "un po' come il ritiro della maglia nel calcio...". Dichiarazioni alle quali il giornalista siciliano ha risposto sui social, definendo l'intervista di Infante "una lunga requisitoria contro la Rai e i suoi dirigenti". Poi a proposito delle frasi su Ore 14, Sottile sottolinea che "le maglie si ritirano quando te le chiami Maradona, Totti o Baresi. Non quando cambi azienda". La Rai "ha deciso di conservare Ore 14 perché è un brand importante. Se fosse dipeso da me, magari gli avrei anche dato un nome diverso. Ma non era una decisione mia". Inoltre Sottile ricorda che Infante "quando ha dovuto battezzare il suo nuovo programma… lo ha chiamato Ore 11. In pratica, Ore 14… con il fuso orario di Mediaset". Per quanto riguarda il suo stile di conduzione nel programma di Rai 2, Sottile ha detto, al festival pugliese, che "cercherò ovviamente di apportare delle migliorie dove possibile, cercando di unire il rigore giornalistico, l'autorevolezza che contraddistingue il servizio pubblico a un modo di raccontare la cronaca che sia diverso, e nello stesso tempo aiuti il pubblico ad avere gli strumenti giusti per poter capire che cosa succede nel nostro tempo". Oggi i social "alimentano un sentimento diffuso da parte del pubblico di capire nei casi di cronaca, diventano un amplificatore di tipo sociale". Tuttavia "il rischio è che diventi un cluedo generale, cioè una ricerca dei colpevoli a tutti i costi". Invece i social "devono essere usati come uno strumento per potersi informare, potersi fare un'opinione libera, potere pensare con la propria testa, in questo penso che siano molto utili e non esiste ormai programma televisivo che non li utilizzi. E' ormai un binario doppio che va di pari passo rispetto al passato". Per Sottile Ore 14 "è una bella sfida perché prendo un prodotto che è già consolidato. Ovviamente il mio obiettivo è quello di farlo crescere sia nella parte diurna, nel daytime, che nella parte serale. Sarà un percorso lento, perché arriviamo dall'estate, con la rete tradizionalmente spenta, però cercheremo piano piano di salire tutti i gradini che ci porteranno ad avere, spero, l'interesse e il favore del pubblico". Cosa ti ha dato l'avventura di FarWest su Rai 3? "È stato un figlio per me - sottolinea Sottile - perché è un programma che ho inventato tre anni fa, che mi ha dato grandi soddisfazioni. Era un modo per guardare i 'Far West' d'Italia, cioè i posti dove non ci sono regole, dove spesso non si accendono le luci. Con il programma ho cercato di dare al telespettatore la sensazione di essere in una sorta di porto franco, in cui si potevano analizzare delle storie, vedere posti che solitamente non si vedevano e nel frattempo cercare di dare le risposte giuste al momento giusto".
   
   

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