L'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello torna nella Pinacoteca di Bologna
ANSA - Cultura

L'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello torna nella Pinacoteca di Bologna

Martedì 14 luglio 2026
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Dopo oltre quattro mesi a New York per la mostra 'Raphael: Sublime Poetry'

Dopo oltre quattro mesi di permanenza negli Stati Uniti, dove è stata concessa in prestito al Metropolitan Museum of Art di New York come protagonista della mostra 'Raphael: Sublime Poetry', da oggi l'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello torna ad accogliere il pubblico nella sua sede abituale, la sala 15 della sezione dedicata al Rinascimento della Pinacoteca nazionale di Bologna.
    Il rientro del dipinto rappresenta un momento particolarmente significativo per il museo bolognese, che ritrova uno dei capolavori più celebri e rappresentativi delle proprie collezioni. L'opera ha infatti rivestito un ruolo centrale nell'esposizione newyorkese dedicata a Raffaello, contribuendo a raccontare al pubblico internazionale la straordinaria stagione artistica del maestro urbinate e confermando il valore universale del patrimonio custodito dalla Pinacoteca.
    Realizzata nel 1518, l'Estasi di Santa Cecilia è considerata una delle massime espressioni del classicismo maturo di Raffaello durante il suo periodo romano. Il dipinto, di grandi dimensioni e caratterizzato da un equilibrio compositivo e cromatico di assoluta perfezione, fu commissionato per la cappella di Elena Duglioli nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna. Ancora oggi costituisce una delle testimonianze più alte della pittura rinascimentale italiana, capace di coniugare armonia formale, intensità spirituale e raffinata ricerca espressiva.
    La scena raffigura Santa Cecilia nell'istante dell'estasi mistica: il suo sguardo è rivolto verso il coro angelico che appare nel cielo, simbolo della musica celeste e dell'amore divino, mentre tra le mani tiene un organo portativo le cui canne stanno lentamente scivolando verso terra. Questo gesto assume un forte valore simbolico, rappresentando l'abbandono delle gioie e dei piaceri terreni a favore della contemplazione del divino. Ai piedi della santa sono disposti numerosi strumenti musicali dipinti da Giovanni da Udine, allievo e collaboratore di Raffaello. La loro presenza rafforza il significato allegorico dell'opera, contrapponendo la musica terrena a quella celeste e contribuendo alla straordinaria ricchezza iconografica del dipinto.
   

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