Boma, mezzomarinaio, scuffia, la Crusca spiega le parole del mare
ANSA - Cultura

Boma, mezzomarinaio, scuffia, la Crusca spiega le parole del mare

Martedì 21 luglio 2026
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Serie video in 12 puntate in collaborazione con la Lega Navale Italiana

Una serie video in 12 puntate, dal titolo 'Le parole del mare', realizzata dall'Accademia della Crusca e dalla Lega Navale italiana per raccontare, con rigore scientifico e un linguaggio accessibile, l'origine, l'evoluzione e il significato di alcune delle parole più importanti del lessico della marineria.
    Il progetto, ideato e diretto dalla professoressa Annalisa Nesi che è membro del consiglio direttivo della Crusca, prende in esame parole del lessico fondamentale della navigazione, non solo a vela: albero, armare-disarmare, boma, canoa, mezzomarinaio-mezzomarinaro, orzare-puggiare, poppa, prora-prua, scafo, scuffia, timone e vela. Termini di uso quotidiano per diportisti e sportivi che, osservati attraverso la loro storia, rivelano secoli di trasformazioni tecniche, incontri fra lingue diverse e scambi tra popoli. In ogni episodio Giulia Fava, responsabile sport della Lni e velista professionista, già vincitrice della Women's America's Cup 2024 con il team Luna Rossa, accompagnerà il pubblico alla scoperta di una parola del lessico marinaresco, Il termine 'vela' - oggetto della prima puntata, disponibile da oggi online - rappresenta un fulcro lessicale attorno al quale si sono sviluppate denominazioni tecniche, espressioni specialistiche e numerosi usi figurati. Così come con il suo nome l'albero suggerisce la possibilità di sostenere l'attrezzatura velica, mentre lo 'scafo' richiama l'immagine primitiva del tronco scavato per attraversare l'acqua.
    Altre parole raccontano il governo dell'imbarcazione: il 'timone' è al tempo stesso strumento concreto e simbolo della conduzione, del governare l'imbarcazione; il 'boma' consente di orientare e regolare la 'randa'; il 'mezzomarinaio', oggi utilizzato soprattutto nelle operazioni di ormeggio, richiama la memoria delle mansioni minori svolte un tempo a bordo. Per 'scuffia' si intende il capovolgimento di una barca a vela, mentre i termini 'armare' e 'disarmare' raccontano i momenti nei quali un'unità viene approntata per la navigazione, o viene privata delle attrezzature. Alcune parole derivano dal latino o dal greco, altre testimoniano prestiti e contaminazioni provenienti da lingue lontane. 'Canoa', per esempio, arriva in italiano attraverso lo spagnolo, a partire da una voce caraibica, mentre 'boma' è entrata nella nostra lingua attraverso il francese, ma deriva dall'olandese boom.
    "Questa iniziativa conferma il profondo legame che la Crusca mantiene con la lingua attuale, nei suoi usi diversi", ha dichiarato il presidente della Crusca, professor Paolo D'Achille. Per quello della Lega Navale Italiana, ammiraglio Donato Marzano, "uniamo rigore scientifico e divulgazione, raccontando in modo semplice e immediato l'origine e il significato del lessico marinaresco. Rendere questa conoscenza accessibile, a portata di smartphone, con video-pillole, valorizza una parte essenziale della nostra cultura e avvicina i giovani al patrimonio marittimo italiano".
   

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