Saul Steinberg, Tutto in linea, nulla in ordine
ANSA - Cultura

Saul Steinberg, Tutto in linea, nulla in ordine

Lunedì 27 luglio 2026
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Volume fuori collana con 138 tavole del mitico illustratore

(di Elisabetta Stefanelli) SAUL STEINBERG, TUTTO IN LINEA (Adelphi Edizioni, Traduzione di Gabriella Pandolfo, Fuori collana, pp. 165, euro 38,00) "Ci si sente inappropriati nel descrivere il lavoro di Saul Steinberg a parole, perché le trascende. Lui stesso si definiva "uno scrittore che disegna", forse perché non aveva una sua lingua: rinnegò il romeno, sua lingua madre, quando giunse in Italia a diciannove anni, e adottò l'inglese quando si trasferì negli Stati Uniti a ventotto. Ma i suoi disegni hanno una capacità di parlare che si trova raramente nei disegni. O nelle parole, se è per questo". È esattamente così che ci si sente sfogliando le pagine di Tutto in Linea di Saul Steinberg, come scrive nell'introduzione Liana Finck nel volume Adelphi arricchito anche dalla postfazione di Iain Topliss e una nota di Tullio Pericoli. Come disse lui stesso, in modo geniale, usò a suo vantaggio "l'elemento dello snobismo [del 'New Yorker'], molte persone facevano finta di capire. Non avrebbero mai ammesso il contrario ... ho sfruttato questo aspetto, continui a martellare finché lentamente non viene capito".
    Ora che le sue vignette sono un classico assoluto, è di struggente bellezza vedere 138 tavole in bianco e nero in questo volume fuori collana in cui torna il suo primo grande successo, Tutto in Linea, apparso per la prima volta nel 1945 e così fortemente intriso dal carattere espressionista che ne fa artista prima che vignettista. A segnarlo senza dubbio proprio la collaborazione con il mitico New Yorker, luogo di intelligenza raffinata dove anche la satira di Steinberg diventa riflessione filosofica. Illustra "concetti astratti e grandi misteri con la stessa fine immediatezza con cui disegna aneddoti della vita quotidiana", e di questa ricchezza il tratto distintivo è proprio il più essenziale, la riga nera, la linea della matita che si fa forma, pensiero, mondo. Quella linea mai in linea, sempre inclinata, sempre sbilenca, a tratteggiare politica, storia, società, storie pubbliche e private di un autore senza radici, capace forse per questo più di altri di cogliere il carattere distintivo del luogo in cui si trovava. Un mondo dentro l'altro, ognuno con il suo mondo, in 138 illustrazioni in bianco e nero.
    Mai prima di allora un cartoonist aveva azzardato ricerche tanto audaci: il suo umorismo poetico amplia gli orizzonti, rovescia prospettive, scopre nel familiare qualcosa di inatteso, spiazza il lettore con associazioni imprevedibili. E appare chiaro per quale ragione Steinberg si definisse "uno scrittore che disegna": i lavori inviati da vari fronti di guerra (Cina, India, Nordafrica, Italia) durante il secondo conflitto mondiale sono veri e propri reportage per immagini, tra scene di vita militare e "quadri d'ambiente", dove osservazione e riflessione, tratto grafico e racconto coincidono. Dobbiamo allora, come osserva Tullio Pericoli, essere grati a Steinberg non solo per l'unicità della sua linea ma, soprattutto, perché più di chiunque altro ha acuito le nostre capacità visive, facendoci scoprire che "gli occhi possono servirci anche per pensare" e che dunque "vedere è pensare".
   

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