Agata Tomšič è la nuova direttrice artistica di Mittelfest
Cala il sipario sull'edizione 2026 del festival, dedicata alla Paura che cura
Sarà Agata Tomšič la direttrice artistica di Mittelfest per il triennio 2027-2029, la prima donna in questo ruolo dopo 35 edizioni al maschile. L'annuncio è arrivato al termine della conferenza stampa di bilancio dell'edizione 2026 del festival internazionale di teatro, musica, danza e circo dedicato al tema della Paura.
Nata a Isola in Slovenia nel 1986, Tomšič è regista, attrice, dramaturg, project manager e teorica teatrale, impegnata nel teatro d'avanguardia; è risultata la vincitrice del bando chiuso il 31 dicembre, con 43 candidature italiane e internazionali.
"Nei prossimi anni - ha detto Tomšič - desidero mettere a frutto le conoscenze da me acquisite in quasi 20 anni di lavoro teatrale in Italia e all'estero per continuare a fare di Mittelfest quel luogo di incontro privilegiato da cui è possibile osservare e comprendere il nostro presente. Usare la forza dei molteplici linguaggi performativi contemporanei per continuare a coltivare quel sogno europeo di convivenza tra popoli e culture differenti, dove gli opposti si incontrano e si fondono attraverso il dialogo".
La Paura ha fatto alzare il sipario di Mittelfest su 32 progetti artistici coinvolgendo 16 Paesi, di cui 20 prime assolute o nazionali. Per 11 giorni il festival, sotto la direzione di Giacomo Pedini, ha trasformato Cividale del Friuli (Udine) in un palcoscenico diffuso per riscoprire come la paura sia un'emozione che riguarda tutti, che turba ma anche salva.
"Il male non è la paura, ma le situazioni che la generano. E parlarne, giocarci, metterla in scena come ha fatto Mittelfest, è la cura", ha sottolineato il presidente Toni Capuozzo. Tra le proposte in scena, anche Una traviata da cortile, di e con Alessandro Baricco, che ha trasformato il capolavoro di Verdi in una festa popolare, portando "a compimento l'idea di festival che ho inseguito in questi anni - ha affermato Pedini -, uno spettacolo in un luogo ad hoc, fuori dai teatri, colto e popolare, che sapesse tenere insieme tutti dentro la logica della festa come scoperta e tempo rituale".
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