Egitto, in tombe del Tardo regno 560 'operai dell'aldilà' e ceramiche di Rodi
ANSA - Cultura

Egitto, in tombe del Tardo regno 560 'operai dell'aldilà' e ceramiche di Rodi

Martedì 28 luglio 2026
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A Menoufia nuove rivelazioni su vita e morte nel Delta del Nilo e scambi nel Mediterraneo

Una nuova tomba con mummie e vari oggetti votivi, tra cui 560 statuette ushabti in ceramica e alcuni piatti appoggiati ai corpi imbalsamati, sono stati scoperti in Egitto, nella necropoli di Tell Quesna a Menoufia, nel Delta del Nilo, un centinaio di chilometri a nord del Cairo.
    Trovati anche esemplari di ceramica importata dall'isola di Rodi, il frammento di manico di un vaso recante il nome del suo produttore, prova materiale di intensi rapporti commerciali tra l'Egitto e la regione del Mediterraneo durante il Periodo Tardo e il Periodo Greco-Romano, tra il 600 avanti Cristo e il regno di Alessandro Magno.
    Nella zona - ha ricordato il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy - si trova uno dei più importanti cimiteri privati nella regione centrale del Delta del Nilo. Il segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità Hisham El-Leithy ha aggiunto che il complesso funerario scoperto è caratterizzato da una pianta architettonica ben organizzata.
    Consiste in una sala principale collegata a diverse stanze con ingressi a volta. Le evidenze archeologiche indicano che queste stanze erano un tempo coperte da soffitti a volta e i loro ingressi sono rimasti intatti, consentendo la ricostruzione originaria del complesso funerario.
    In una delle camere erano contenute le statuette a forma di mummia, nelle credenze dell'epoca operai che avrebbero dovuto svolgere i lavori agricoli per conto del defunto nell'Oltretomba. Di varie forme e dimensioni, alcune recavano iscrizioni tratte dal Libro dei Morti. Scoperta anche una collezione di amuleti protettivi in pietre semipreziose. Tra questi, l'amuleto a forma di dito, l'Occhio di Horus e il nodo di Iside, oltre ad amuleti raffiguranti diverse divinità dell'antico Egitto, tutti associati a simboli di protezione, forza e resurrezione.
    Gli scavi hanno anche restituito una variegata collezione di vasi in ceramica, tra cui piatti e ciotole di varie dimensioni, nonché un vaso in ceramica contenente resti di materiali probabilmente utilizzati per la mummificazione o per riti funerari legati alla sepoltura, oltre a due lucerne. La missione ha poi rinvenuto grandi quantità di perle di maiolica blu e verdi, che si ritiene facessero parte di una rete funeraria o di una copertura per una delle sepolture all'interno dell'unità funeraria.
    Nermin El-Morsi, capo della missione afferma che i primi scavi nella necropoli di Quesna e la documentazione hanno rivelato una serie di fenomeni funerari insoliti, attualmente oggetto di studio scientifico. Tra questi, dei piatti di ceramica posti sotto le braccia incrociate di uno dei defunti e un altro piatto posto tra le cosce. Alcuni di questi vasi contenevano resti di materiali probabilmente legati a riti funerari, rappresentando un importante contributo scientifico alla comprensione delle pratiche di sepoltura e dei rituali funerari del sito in quel periodo.
    La necropoli di Tell Quesna è considerata una delle più importanti necropoli individuali nella regione centrale del Delta. Scoperta nel 1991, contiene numerose unità funerarie risalenti a periodi storici successivi, il che la rende uno dei siti archeologici più importanti per lo studio dell'evoluzione dei metodi di sepoltura, delle credenze e dei riti funerari nel Delta del Nilo nel corso dei secoli.
   

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