Guido Caprino torna in tv e diventa Cagnaz, un ispettore "iconico"
ANSA - Cultura

Guido Caprino torna in tv e diventa Cagnaz, un ispettore "iconico"

Mercoledì 29 luglio 2026
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Alessandro Roja regista della serie per Rai 2, scritta da Lucarelli e Rigosi

(di Francesca Pierleoni) Una serie crime, "ma che ha un grandissimo impatto anche dramedy. La giustizia non si compie sempre con la traiettoria che uno immagina. Non sono sempre i nostri eroi a chiudere il cerchio, anche loro hanno dei difetti". Parola di Alessandro Roja che firma da regista Cagnàz: Rimini In Crime, la nuova serie per Rai 2 scritta da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi con protagonista Guido Caprino, nei panni dell'ispettore Marco Cagnani, per tutti Cagnàz: indisciplinato ma geniale, affiancato dal rigoroso collega Ossani (Eugenio Franceschini).
    Caprino, attore tanto versatile quanto meticoloso, torna così a dare volto a un altro investigatore brillante e un po' ribelle, come aveva fatto oltre 15 anni fa sul piccolo schermo con Il commissario Manara. Cagnaz si preannuncia unico, per quanto i produttori, Maite Carpio (Garbo Produzioni) e Ivan Carlei (vicedirettore - Coordinamento Editoriale e Sviluppo Rai Fiction), parlando insieme al regista e parte del cast della fiction in anteprima all'Italian Global series di Rimini, abbiano citato tra le ispirazioni Coliandro e The Big Lebowski: "Io credo che Guido Caprino, da grande attore quale è, abbia creato un personaggio abbastanza iconico, se l'è caricato sulle spalle" ha osservato Roja, conosciuto dal grande pubblico soprattutto come attore, ma già regista del film Con la grazia di un Dio che aveva debuttato nel 2023 nelle Giornate degli Autori a Venezia.
    Una profonda attenzione da parte di Caprino, passata anche per il modo nel quale si è preparato a parlare nella giusta cadenza di romagnolo, grazie all'aiuto di Denis Campitelli (co-interprete e dialect coach). "Guido andava in giro per Rimini e parlava come Cagnaz anche quando andava a cena - racconta sorridendo Roja -. Credo che nel suo intento d'attore e in quello mio, egoistico, da regista, siamo arrivati a trovare una nostra strada". Per la serie, "Maite, Ivan, tutta la squadra, mi hanno dato la grandissima opportunità di poter sperimentare, utilizzare quello che è il mio tessuto fantastico, i miei riferimenti. Senza essere derivativo, se chiudevo gli occhi immaginavo le giostre delle fotografie di Ghirri in una Rimini invernale o i personaggi raccontati da Celati con quella piccola malinconia anche se poi con una battuta sdrammatizzano.
    Fellini non mi permetto di scomodarlo... Però è chiaro che sono particelle dentro di me. Ho cercato così di trovare la via per raccontare Cagnaz, e l'ho fatto partendo dagli attori".
    Rispetto a Coliandro, "qui con Lucarelli e Rigosi (già autori della serie diretta dai Manetti Bros, ndr) abbiamo lavorato di più sulla psicologia del personaggio - sottolinea Maite Carpio - sulla sua backstory e ci è venuta l'idea di ambientare la storia a Rimini, perché la Riviera per noi era un po' come Ibiza, un posto molto iconico, molto particolare, con grandissimi spunti.
    Per cui abbiamo cominciato a fare una ricerca su come fosse la malavita nella Riviera. Tutti i casi che vedrete nella serie sono ispirati dalla cronaca".
    La serie, che ha nel cast, fra gli altri, anche Dora Romano e Sergio Romano, "esplora l'anima ferita di una Riviera lontana dalle cartoline turistiche - si spiega nella sinossi - dove il mare restituisce sempre ciò che si è cercato di nascondere sul fondo, e dove anche Cagnàz, figlio di questa stessa terra, non può fare a meno di fare i conti con le proprie ferite. Seppur con metodi discutibili e grazie alla complicità di una variopinta fauna romagnola, Cagnàz e Ossani arrivano alla verità affinché la giustizia sia sempre dalla parte delle vittime, tra azione, ironia e tensione narrativa". La Romagna di Cagnaz "è anche un po' trasfigurata - aggiunge Carlei -. Fa un po' Miami Vice: vista col grandangolo lungo mare, è una Romagna molto spettacolare. Un elemento che comunque esiste. Alessandro la racconta con il suo sguardo, come un bambino che arriva per la prima volta qui e vede tutto magico".
   

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