Leonor Fini, a Trieste il ricordo inedito delle cugine
Al Magazzino 26 il ritratto intimo della pittrice, tra arte e anticonformismo
Un ritratto intimo, inedito e lontano dalle convenzioni. E' quello di Leonor Fini emerso ieri al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, nell'ambito della mostra L'arte triestina al femminile nel '900 d'avanguardia italiano ed europeo, aperta fino al 27 settembre. A rendere omaggio alla pittrice sono state le sorelle Lilly Frausin Vidorno e Annamaria Frausin Sadar, sue cugine e ultime parenti in vita. Intervistate dalla curatrice della mostra, Marianna Accerboni, hanno tratteggiato gli aspetti più personali di un'esistenza fuori dagli schemi dipanata tra Trieste, Milano e Parigi.
Nella capitale francese Fini si era trasferita nel 1931, mantenendo però sempre un legame viscerale con la città giuliana, dov'era rimasta la madre Malvina Braun. Il suo era uno sviscerato affetto filiale, che la portò a non voler più rientrare a Trieste dopo la scomparsa della donna, nel 1971.
Dalle parole delle cugine è emersa la figura di una donna complessa, al contempo fragile e fortissima, incline a stupire con un abbigliamento anticonformista: "La incontrai per la prima volta negli anni Cinquanta, avevo circa 14 anni - ha ricordato Annamaria Frausin Sadar - e veder arrivare in una Trieste addormentata questa donna tutta vestita di nero, che indossava degli stivali dello stesso colore alti fino al ginocchio, mi fece molta impressione. E poi quegli occhi che ti scrutavano, perché lei ti scrutava, non è che ti guardava".
La familiarità con la pittrice nasceva dal profondo legame tra la madre delle due testimoni, Mary Bassich Frausin, e la stessa Fini. Tra le due nacque un fitto carteggio, fatto di confidenze e affetti, andato purtroppo distrutto: le lettere vennero infatti bruciate da Bassich Frausin a seguito di una successiva rottura dei rapporti.
La mostra è promossa dall'Associazione Foemina Aps di Trieste e realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA