Tutte le discipline praticate da Man Ray alla Fondazione Magnani-Rocca
Oltre trecento opere in mostra dal 12 settembre alla Villa dei Capolavori
La più completa retrospettiva dedicata a Man Ray in Italia sarà ospitata dal 12 settembre al 13 dicembre alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), a pochi passi dalle sale che ospitano opere di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Cézanne, de Chirico, Morandi, Burri e molti altri. La mostra - 'Man Ray: tutto' - riunisce oltre trecento opere tra fotografie, dipinti, oggetti, grafiche, libri e film a cinquant'anni dalla scomparsa di uno degli artisti più geniali e versatili del XX secolo, avvenuta a Parigi il 18 novembre 1976.
Se le grandi mostre che lo hanno celebrato hanno privilegiato soprattutto la fotografia, 'Man Ray: tutto', come indica il titolo, abbraccia con pari dignità tutte le discipline praticate dall'artista con straordinari risultati: fotografia, pittura, scultura, design, grafica, editoria, cinema, conferendo un particolare e inedito rilievo al suo rapporto con l'Italia.
"Dipingo ciò che non può essere fotografato, ciò che proviene dall'immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia.
Fotografo le cose che non desidero dipingere, le cose che hanno già un'esistenza": così Man Ray sintetizzava un'intera filosofia dell'arte, nella quale i confini tra le discipline non esistevano e ogni mezzo espressivo era al servizio di un'unica, inesauribile visione creativa.
Tra le opere esposte figura Le Violon d'Ingres (1924), l'iconico ritratto fotografico di schiena dell'amica e musa Kiki de Montparnasse con le effe di violino sulla schiena nuda. Sono esposti anche capolavori come Lacrime, La preghiera, Anatomia, Noire et Blanche e i celebri ritratti delle muse e modelle Lee Miller e Nusch Éluard. La mostra segue l'evoluzione del linguaggio di Man Ray, nato a Philadelphia nel 1890, a partire dai primi anni americani, segnati dall'adesione al movimento Dada e dalla scoperta della fotografia, il medium che lo accompagnerà lungo tutta la carriera e al quale deve la parte più cospicua della sua fama.
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