Padre Benanti, 'dal potere delle big tech rischi di un disastro globale'
"Tantissimo potere nelle mani di pochissime persone, che hanno una loro ideologia"
Tantissimo potere è concentrato nelle mani di pochissime persone, che governano le grandi aziende tecnologiche, hanno tantissimi soldi e una loro ideologia e questa "potrebbe essere la formula perfetta di un disastro globale". È il pensiero di padre Paolo Benanti, che ha partecipato al Prix Italia a L'Aquila con l'appuntamento speciale "Intelligenze", discutendo con Paolo Volterra (Head of Eurovision Italy - Ebu) della trasformazione digitale. "Parlo di disastro non perché la tecnologia sia pericolosa in sé - ha sottolineato -, ma perché quello che ci rovina come sempre non è l'intelligenza artificiale, ma è la stupidità naturale. Quindi è un problema di uomini che devono gestire tutto questo".
"Intelligenze" è il programma di Rai Cultura condotto proprio da padre Benanti, che andrà avanti - come da lui stesso annunciato - "per altre sei puntate". "Sono stato contentissimo quando con la Rai abbiamo pensato di fare questo programma per dare spazio al confronto umano per far vedere cosa c'è dietro tutto questo - ha proseguito -. Non abbiamo la pretesa di spiegare niente a nessuno, ma speriamo che qualche scintilla possa dar luogo a dei processi".
Padre Benanti ha parlato dei rischi legati alla trasformazione tecnologica. "La prima tecnologia che ha veramente rischiato di uccidere tutti gli uomini era abbastanza stupida ed era la bomba atomica - ha detto -. Quindi non è la prima volta che ci affacciamo a dei rischi seri. Quello che è nuovo è la convergenza di tre fattori. Il primo è che il mondo è diventato digitale. Come professore di filosofia do i nomi alle cose e ci troviamo di fronte a una realtà definita dal software.
Chi oggi controlla il software controlla la realtà". "Seconda forma di potere - ha proseguito - è che le mani che fanno questo software sono pochissime ed hanno tantissimi soldi.
Le prime quattro aziende che fanno intelligenza artificiale spendono più di quanto valgono più Stati. Un'ultima forma di potere, che dà luogo a questa strana contingenza, è che queste persone hanno anche una loro ideologia. Questa ideologia prende vari nomi ed uno molto particolare si chiama altruismo efficace, una teoria secondo cui noi dovremmo fare solo le cose che portano il maggior vantaggio al maggior numero di persone. E qui c'è un problema: chi conta e chi decide? Chi decide quante persone sei disposta a sacrificare adesso perché in futuro forse qualcuno stia meglio?".
Secondo Benanti la democrazia è a rischio, perché "è un algoritmo lento: passa tempo prima che decidiamo e facciamo le cose". Le grandi aziende tecnologiche "propongono di cambiare la democrazia, come aggiornare il software di ogni sistema - ha sottolineato -. Se non fosse che la democrazia non è esattamente un software, ma un processo nato dal basso che ha saputo riconciliare l'Italia, che era un paese tanto diviso. La nostra carta costituzionale è una carta di pacificazione del conflitto.
Non è un software. È qualcosa che vale molto di più, che è valsa la vita di tante persone".
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