Levante, 'l'analisi mi ha aiutata a dare un perché ai miei inciampi in amore'
Esce il nuovo album. "Io divisiva, ma sulla questione palestinese non ci può dividere"
Levante ha spesso cambiato pelle nel corso della sua carriera. Si è trasformata, si è evoluta, è cresciuta come artista e come persona. "Oggi non esiste più la Levante veloce, sto più attenta alle cose che scrivo, anche se sono rimasta istintiva nell'approccio. Mi rileggo, poi mi rileggo, e mi rileggo ancora, chiedendomi perché ho scelto una parola piuttosto che un'altra? Una lentezza che credo appartenga a un approccio più maturo della scrittura", racconta l'artista siciliana. E infatti per il nuovo disco "Dell'amore il fallimento e altri passi di danza", in uscita il 9 ottobre per Warner Music, si è presa tutto il tempo che serviva, tre anni dopo Alma Futura. "Un tempo infinito, soprattutto in questo momento storico, ma mi sono costretta a lavorare in modo certosino".
Il titolo del nuovo lavoro, composto da 15 tracce, rivela l'esperimento portato avanti da Levante: un'indagine sull'amore e sui diversi modi in cui può manifestarsi e finire. "Al centro c'è il fallimento e il suo perché, i tentativi d'amore che poi non vanno a buon fine. Gli altri passi di danza sono la vita. Io ci reputo ballerini su questa terra, sempre con coreografie diverse e sorprendenti, per cui mi piaceva giocare con questi due concetti: il fallimento dell'amore e il fatto che la vita vada come la danza, Jodorowsky la definirebbe danza della realtà", spiega Levante che non nasconde come lei stessa, negli anni, sia inciampata nello stesso punto. "E mi sono chiesta perché per alcuni le storie finissero sempre nello stesso modo, alla stessa curva".
La risposta l'ha data in musica tra brani che fanno sorridere, da Sorry Boy a Arcani o Allegria, fino ad arrivare a Castigo, dove racconta l'amore tossico, o Abissale, "dove invece interrogo la parte più profonda di me, quella del passato. E la risposta sono andata a cercarla dove tutti noi dovremmo cercare le risposte di tante cose che non vanno nella nostra vita adulta, cioè nella vita del bambino. Mi sono interrogata là dove mi è stato insegnato l'amore e in che modo mi è stato insegnato l'amore". Un padre scomparso quando lei era una bambina e un rapporto irrisolto, che l'ha condizionata nelle relazioni con l'altro sesso. "Sono stata un disastro un amore", rivela con la consapevolezza di aver raggiunto oggi una serenità al fianco del suo compagno e padre della sua bambina Alma Futura, nata nel 2022. "Nella mia indagine ho visto l'ego, quello che si nutre di insicurezza, di rabbia, di paura. Là dove c'è l'ego non c'è amore per nessuno. Riconoscerlo e distruggerlo è fondamentale e non nascondo che questo disco è andato di pari passo anche con un percorso di analisi. Mi ci sono voluti 40 anni per arrivarci, però oggi sono in pace, in assenza di ansia e di paure che alimentavano il mio ego. Ci vuole una grande onestà verso se stessi e coraggio a guardarsi dentro. Ma per me la vita e il tempo sono così importanti che l'idea di poterli sprecare per paura mi fa impazzire. Preferisco avere il coraggio di dirmi delle cose orrende piuttosto che vivere una vita nell'illusione".
Quindici canzoni, "ma l'idea era di farne 17. Io detesto la modalità di tenere il fan legato con repack, volumi 2 e cose del genere. Quello che ho amato centellinare è stato questo disco, nel senso che sono usciti sette singoli: volevo prendermi il tempo per farmi ascoltare, non mi puoi mangiare e sputare con questa velocità. L'ascoltatore va educato a capire e apprezzare il lavoro che c'è dietro". Quindi nessuna idea di ripubblicarlo magari con un brano per il festival di Sanremo. "Per il 2027 non ho presentato nessuna canzone". Lo scorso febbraio si fece un gran parlare della sua netta presa di posizione sul no all'eventualità di partecipare all'Eurovision per la presenza di Israele. "So di essere un'artista divisiva, sia per le mie idee che per il modo in cui faccio musica. Ma non credo che questo abbia influenzato la mia partecipazione: piuttosto mi chiedo come il mondo possa ancora essere diviso su una questione del genere. In ogni caso è stato il mio Sanremo più bello, perché l'ho vissuto appieno".
Per questo album, come per i precedenti, si è fatta guidare da un colore. Stavolta è stato l'arancione, "anche se non l'ho trovato subito. Poi ho capito che era l'arancione che è un colore di allerta e appartiene a oggetti che devono aiutare a salvare qualcuno o a allontanarlo da un pericolo. Qui il pericolo sono le storie davanti alle quali bisognava fermarsi.
Ricordava anche il tramonto o la combustione, la fine di qualcosa". L'arancione è anche in copertina, un'immagine che la ritrae al vertice di una piramide umana dove sono ritratti amici, parenti, collaboratori. "Solo mia figlia non c'è, perché lei non potrà mai essere associata all'idea di fallimento".
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