Spazi all'aperto per le piccole librerie di Roma, ok all'idea di Verdone
Approvata in Aula la delibera voluta dall'attore. Potranno somministrare cibi e bevande
Le piccole librerie indipendenti di Roma avranno la possibilità di utilizzare gli spazi esterni e anche di somministrare alimenti. L'Assemblea Capitolina ha approvato la delibera sulla "Disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di libreria" stabilendo requisiti e limiti ben precisi, specie in centro. Il provvedimento è stato fortemente voluto anche da Carlo Verdone quando il 17 novembre di un anno fa fu sindaco di Roma per un giorno. "È una grande soddisfazione vedere l'approvazione di una misura che abbiamo condiviso con lui", afferma l'assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio.
La delibera, spiega una nota del Campidoglio, introduce in primo luogo la possibilità per le piccole librerie indipendenti e familiari, quelle tra i 50 e i 100 metri quadrati, di svolgere la somministrazione in forma accessoria all'attività prevalente di libreria, ma con un limite molto preciso: la superficie destinata alla somministrazione non potrà superare il 10 per cento della superficie di vendita. Ben definiti anche i requisiti da rispettare: le piccole librerie devono svolgere l'attività da almeno due anni, non avere più di quattro punti vendita sul territorio comunale e devono dimostrare che la vendita di libri rappresenta effettivamente la parte prevalente della loro attività, con almeno 20mila euro di fatturato derivante dai libri e almeno il 60 per cento del fatturato complessivo riconducibile alla vendita di libri. Per tutte le librerie indipendenti in possesso di tali requisiti è poi prevista la possibilità di occupare il suolo pubblico nel rispetto delle stesse regole stabilite per le altre tipologie di attività dai regolamenti di settore.
"Ancora più stringenti i limiti dell'occupazione di suolo pubblico concedibile alle librerie con somministrazione per l'area di pregio della Capitale. Nel Sito Unesco - spiega la nota - i limiti arrivano a un terzo, nei tessuti più pregiati, o alla metà della superficie destinata alla vendita nella restante parte del Sito Unesco, mentre nella parte della Città Storica fuori dal Sito Unesco i limiti sono posti da un terzo a due terzi della superficie destinata alla vendita, a seconda dei tessuti". "Oggi abbiamo approvato un provvedimento importante per sostenere concretamente le librerie indipendenti della Capitale - sottolinea l'assessora capitolina alle Attività Produttive Valeria Baglio -. Con questa disciplina offriamo nuove opportunità senza snaturare l'identità delle librerie".
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