E' Palermo la prima protagonista del nuovo romanzo di Palminteri, già Premio Bancarella
Dalla bellezza Liberty al 'sacco' edilizio dagli anni '50, la storia della famiglia Jacona
(di Agnese Ferrara) MILENA PALMINTERI, 'LE ALI IN UNA STANZA' (BOMPIANI, PP.384, EURO 22,00) Torna in libreria Milena Palminteri, autrice dell'esordio di grande successo 'Come l'arancio amaro' (Premio Bancarella 2025, circa 350mila copie vendute in Italia, tradotto in 21 paesi), con il romanzo 'Le ali in una stanza', in cui celebra la sua città, Palermo, dagli anni splendenti del Liberty fino al noto 'sacco' (non solo edilizio) cominciato dagli anni Cinquanta. Il nuovo romanzo è un suggestivo viaggio nella città nell'arco di quarant'anni per descrivere le ascese e le cadute della famiglia Jacona e intreccia personaggi realmente esistiti con altri inventati partendo dai primi anni del secolo scorso, con le ville e palazzine in stile Liberty, passando per la Prima Guerra Mondiale e l'epidemia di poliomielite, fino alla ricostruzione seguente la seconda guerra Mondiale e allo spettro della mafia.
Per la costruzione del romanzo la scrittrice ha svolto un complesso lavoro di ricerca in documenti e libri di storia, attingendo negli archivi dell'università di Palermo e negli annali dell'ateneo approfondendo il patrimonio culturale e architettonico della città. "Da qui ho osservato quanto sia mutata profondamente con interventi edilizi che l'hanno trasformata estendendola a dismisura, - spiega all'ANSA Milena Palminteri. - Andava invece preservata o ricostruita con rispetto, anche includendo ad esempio un occhio al contemporaneo come si fa nelle grandi città europee ma con progettualità.
Invece qui è stato un vero e proprio 'sacco' e non solo edilizio, è stato un fenomeno in grado di abbassare anche l'attenzione per la bellezza e la cultura di Palermo e che io racconto nella prima parte del libro. Volevo che si vedesse come una città, e i suoi abitanti, possano arrivare velocemente da un estremo all'altro".
"Sono crescita a Palermo e dagli anni '60 ho avuto la percezione che la città fosse divenuta ferma, non era più lei, dimostrando di essere divenuta assolutamente disinteressata a tutto ciò che stava succedendo, - precisa l'autrice. - Va detto che sì, c'era bisogno di case sia per la povera gente che per la media borghesia ma la mafia insieme alla politica ci hanno messo le mani distruggendone la bellezza, la storia. I nobili palermitani, proprietari della cosiddetta conca d'oro, hanno ceduto le proprietà a fronte di denaro fresco. Tutto ha avuto un decorso veloce, moltissime persone si sono trasferite nei nuovi quartieri che sorgevano come funghi, senza vedere cosa stava accadendo alla loro città e a loro stessi. E' stata una sinergia terribile".
Nel racconto l'autrice dedica attenzione alle donne di Palermo, portatrici di grazia e di grande forza. Nella trama sono tante le donne protagoniste anche impegnate nella conquista dei propri diritti e in grado di difenderli. "Le donne del romanzo rispecchiano le donne reali di questa città. Le palermitane sono toste, non accomodanti, dettano le regole e i protocolli in casa, si impegnano moltissimo, - sottolinea la scrittrice. - Le ragazze delle nuove generazioni si impegnano professionalmente e per il loro territorio, così sono a capo di imprese agricole, di cantine vinicole, di agriturismi e del recupero delle librerie storiche. Sono le donne del presente e del futuro".
Quali sono le ragioni del titolo 'le ali in una stanza'? Palminteri spiega che suo nonno possedeva una intera camera dedicata a degli uccelli, era un appassionato osservatore ornitologico, che vi volavano liberi. Nessuna costrizione, spiccavano il volo dalle finestre che venivano aperte ma ritornavano sempre.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA