Il lato oscuro della bellezza ne 'I fiori del male' di Chiara Camoni
ANSA - Cultura

Il lato oscuro della bellezza ne 'I fiori del male' di Chiara Camoni

Venerdì 9 ottobre 2026
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L'artista del Padiglione Italia alla Biennale dal 10 ottobre a Roma alla Società delle Api

(di Agnese Ferrara) Anche i fiori hanno un lato oscuro che in generale si trascura, si accantona. Possono ad esempio essere tossici, essere trappole per insetti, non essere più il simbolo condiviso di vita, delicatezza e bellezza. C'è sempre un'altra faccia, ciò che resta ai margini e che contiene zone d'ombra, da non rimuovere ma mostrare perché anche il bello lo è. Si rifà alla raccolta 'I fiori del male' di Charles Baudelaire e ne recupera alcuni versi, come 'la bellezza è sempre bizzarra', l'interessante mostra di Chiara Camoni, 'I fiori del male' appunto, che apre il 10 ottobre alla Società delle Api.
    In corso fino al 26 gennaio, l'esposizione è a cura di Alice Motard e nelle sale e nei corridoi dell'elegante palazzo storico a due passi da Piazza di Spagna, sede romana della 'casa' per l'arte e gli artisti fondata dalla collezionista Silvia Fiorucci, si susseguono le opere di Camoni e quelle degli artisti Fantine Andrès, Maria Loboda, Marianne Marić, Vibeke Mascini, Lionel Sabatté, Adrianna Wallis, Yuyan Wang.
    "Il filo conduttore tra il Padiglione Italia della Biennale d'arte e questa mostra è che sono entrambe progetti collettivi.
    Questa è una mostra di relazione in cui la curatrice, Alice Motard, ha invitato gli altri artisti a dialogare con le mie opere che arrivano prevalentemente dalla collezione di Silvia Fiorucci, - spiega all'ANSA Chiara Camoni. - Non si tratta però di una sintesi della mostra esposta al Padiglione Italia di Venezia, questa è invece una esposizione del tutto autonoma, con materiali e forme diverse, colori e luce diversi, in un ambiente domestico caldo. Qui ci sono tante linee nei disegni, nelle sculture e nei lavori degli altri artisti per collegare le opere l'una all'altra, - sottolinea Camone. "Sono anche linee di relazioni sul piano simbolico, è una mostra plurale".
    "La mostra non vuole negare la dimensione positiva del lavoro di Camoni radicata nel rispetto della natura, - spiega la curatrice Alice Motard, - piuttosto nel complicarla. Ne porta alla luce il lato più oscuro e gli spazi oltre la cornice.
    Perché la bellezza è sempre attraversata dal sordido, dal desiderio e dalla violenza, e da tutto ciò che viene abitualmente rimosso, tenuto a distanza".
    "L'arte non è per forza bella, può respingere. Mettiamo in mostra la capacità di fare coesistere gli opposti, una capacità tipica del femminile in generale ma anche delle opere d'arte.
    Siamo abituati a pensare alla natura nelle parti di delicatezza e bellezza dimenticandoci il lato anche drammatico e se non siamo in contatto anche con questo lato più oscuro non possiamo comprendere. Le opere hanno sempre dentro la contraddizione per porci di continuo delle questioni. Il lato oscuro dei fiori è l'altra faccia dell'esperienza che facciamo del mondo, che è la coesistenza degli opposti ed è quella a cui tutti dovremmo ambire. Spesso si viene attirati da una certa forma di bellezza ma avvicinandosi alle mie opere compare anche e sempre un elemento che mette un po' a disagio. Le mie figure femminili ad esempio attraggono e respingono insieme. Anche i gioielli che espongo sono il risultato di gioielli distrutti in precedenza e ricostruiti".
    Le opere di Camoni esposte abbracciano un arco temporale di circa 20 anni: "quella d'apertura coincide con l'attesa del mio primo figlio e l'opera che invece chiude la mostra è legata a mia figlia", conclude l'artista. Informazioni societadelleapi.org
   

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