I 90 anni di Vittorio Franceschi, 'Teatro è il luogo dove i cittadini diventano comunità'
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I 90 anni di Vittorio Franceschi, 'Teatro è il luogo dove i cittadini diventano comunità'

Venerdì 9 ottobre 2026
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Il 14 all'Arena del Sole di Bologna la festa per il compleanno dell'attore e scrittore

Una serata per celebrare i 90 anni di Vittorio Franceschi, attore, drammaturgo e poeta, protagonista della storia teatrale italiana e della città di Bologna, "sono nato al Gozzadini!", che nel 2009 gli ha conferito il Nettuno d'Oro. L'appuntamento, promosso da Emilia Romagna Teatro, è in programma il 14 ottobre (giorno del compleanno dell'artista) alle 20.30 all'Arena del Sole, a lungo casa di Franceschi.
    Al centro dell'incontro la raccolta poetica 'Lo spessore del sale', pubblicata da Minerva. Accompagnato da molti ospiti, Franceschi leggerà alcuni testi del volume, che attraversa temi come la guerra, l'infanzia, il tempo, il dolore, il mito e la memoria, intrecciando dimensione privata e collettiva.
    Presentando l'iniziativa, Vittorio Franceschi ha ripercorso la propria storia artistica della sua settantennale carriera, ribadendo il valore civile del palcoscenico e la gratitudine verso un mestiere che lo accompagna fin dall'infanzia. "Nel nostro mestiere non è mica facile stare al mondo facendo teatro! Eppure ho sempre lavorato con amore", ha detto, spiegando di aver fatto ciò che gli sembrava naturale, senza mai pensare di agire per cambiare il mondo, ma cercando di portare nel proprio lavoro le radici, i ricordi e le esperienze maturate nel corso della vita. Al centro della sua riflessione c'è poi il ruolo del teatro come spazio di incontro e condivisione: "È il luogo dove i cittadini uniti diventano comunità", ricordando come, dopo ogni catastrofe, nella ricostruzione delle città, chiesa e teatro fossero tradizionalmente fra i primi edifici a essere ripristinati. Gli attori, ha aggiunto, hanno il privilegio di dare voce alle parole dei grandi e restituirle al pubblico attraverso il corpo, la voce e il gesto, facendosi "messaggeri di poesia, di vita, di esperienza di vita". Un capitolo fondamentale della sua vicenda è legato a Nuova Scena, cooperativa nata dall'esperienza teatrale avviata a Milano nel 1968 con Dario Fo e Franca Rame, poi portata a Bologna.
    Franceschi ha raccontato che per la serata ha deciso di riprendere un monologo da "Il sorriso di Daphne", testo sul fine vita andato in scena circa vent'anni fa, e un altro di Cesare Zavattini. La passione per il palcoscenico, ha ricordato, nacque da bambino, quando la madre lo accompagnava agli spettacoli dei burattini. "Era un incanto", ha detto, evocando il siparietto che si apriva e i mondi che prendevano vita sulla scena. "Da allora ho cominciato a sognare il teatro e continuo a sognarlo ancora adesso".
   

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