Strabioli e Mauro, 'Caffè Italia il nostro salotto per raccontare il Paese'
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Strabioli e Mauro, 'Caffè Italia il nostro salotto per raccontare il Paese'

Sabato 10 ottobre 2026
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Su Rai3 la seconda stagione del programma tra cultura, teatro e grandi ospiti

(di Giulia Bertollini) Un viaggio quotidiano nel cuore pulsante della cultura, dello spettacolo e della creatività italiana, tra palcoscenici, musei, gallerie, festival ed eventi.
    Da lunedì 5 ottobre, dal lunedì al venerdì alle 15.25 su Rai3, ha preso il via la seconda stagione di 'Caffè Italia', il contenitore culturale condotto da Pino Strabioli e Greta Mauro.
    Fra le principali novità dell'edizione spiccano la veste scenografica — con due studio-scrivanie pensate per eliminare le barriere tra i segmenti e rendere più fluido il dialogo con gli ospiti — e un'importante collaborazione con la Siae (Società Italiana Autori ed Editori).
    "Lo spirito è sempre lo stesso: il piacere di far parte di un progetto incentrato sulla cultura, un ambito di cui mi occupo da tanti anni in televisione. L'obiettivo è stimolare la curiosità e dare suggerimenti al pubblico attraverso le passioni che condivido con Greta: la lettura, il teatro, le mostre, la musica, l'opera lirica, la danza e il cinema", dice Pino Strabioli all'ANSA. "Torniamo con molta grinta e con un programma completamente rinnovato, ancora più vicino alle mie corde. È strutturato come una vera redazione giornalistica culturale che si occupa di arte, teatro, cinema e fotografia: essendo io una giornalista, è il mio ambiente naturale", sottolinea Greta Mauro.
    Sull'intesa professionale, Strabioli racconta: "La nostra forza è la sintonia. Nelle conduzioni a due non è scontato, ma tra noi c'è vera armonia. In questa edizione interveniamo con naturalezza e curiosità l'uno negli argomenti e negli spazi dell'altra". Sulla stessa linea Mauro: "Con Pino c'è sintonia: siamo diversi, ma condividiamo valori importanti".
    Guardando al parterre degli ospiti, Strabioli rivela che gli piacerebbe avere "Filippo Timi per il teatro, Eleonora Abbagnato per la danza, il maestro Riccardo Muti per la musica, Marco Lodola per l'arte e, come grande sogno, Sophia Loren, l'unica vera grande icona che non ho ancora mai intervistato". Sul valore della cultura in tv e sul complesso rapporto tra le nuove generazioni e il mondo dei social, il conduttore chiarisce: "Fare cultura in televisione non è difficile, è un dovere. Il nostro compito è trasmettere curiosità e stimolare i giovani, invitandoli ad alzare lo sguardo dallo schermo del telefono per guardare la realtà. I social non sono un male in sé, ma rischiano di diventarlo se usati male o se abbandoniamo i ragazzi per pigrizia: non dobbiamo annullare la fisicità, l'emozione e il contatto umano".
    Da mamma, Greta Mauro parla dei social come una vera e propria emergenza e sull'ipotesi di vietarli agli under 15 dice: "Non credo che i divieti da soli risolvano il problema: la vera urgenza è l'educazione a questo mondo. Noi adulti della mia generazione siamo stati i primi a caderci dentro senza essere in grado di gestirlo, e dovremmo metterci in discussione. Se dico a mio figlio di posare lo smartphone e un secondo dopo controllo le mail di lavoro o apro Instagram, il primo cattivo esempio sono io. Ho una figlia di 13 anni che non ha i social e un figlio di 16 che li usa; cerchiamo di parlarne e di capire cosa guarda. In questo momento si cerca di fermare un'epidemia che è già partita: quello che serve davvero è la cura".
    Strabioli ricorda i suoi prossimi impegni in teatro: "A novembre debutterò con Sabrina Knaflitz nella commedia 'Carta Straccia', con cui saremo in tournée in tutta Italia.
    Successivamente porterò in scena gli incontri della mia vita con i giganti del Novecento nello spettacolo 'Ve ne dico Quattro', ripartendo da Paolo Poli per raccontare figure come Franca Valeri, Dario Fo e Valentina Cortese". Per Greta Mauro invece l'amore per il lavoro in studio e per la squadra viene prima di qualsiasi ambizione personale: "Il programma che sogno di condurre è sempre quello che sto facendo in quel momento: per me ogni volta è come scendere le scale di Sanremo".
   

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