A Ischia in mostra dopo 269 anni il rilievo delle Ninfe Nitrodi
ANSA - Cultura

A Ischia in mostra dopo 269 anni il rilievo delle Ninfe Nitrodi

Sabato 10 ottobre 2026
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Uno dei reperti più significativi della storia termale

Dopo 269 anni dal suo ritrovamento torna a Ischia uno dei reperti più significativi della storia termale dell'isola. Il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, opera del II secolo d.C. custodita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sarà protagonista di una mostra temporanea allestita dal 16 ottobre al 30 novembre al Museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno. L'esposizione, che sarà inaugurata venerdì prossimo, riporta sull'isola il reperto rinvenuto nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi, a Barano d'Ischia, testimonianza del culto delle acque curative in epoca romana. Alla cerimonia inaugurale, prevista alle 11, parteciperanno il direttore generale del MANN Francesco Sirano, la direttrice del Museo di Pithecusae Maria Luisa Tardugno e le autorità locali. Il rilievo marmoreo raffigura Apollo con la lira, affiancato da tre Ninfe, e reca un'iscrizione latina che ne attesta la natura di offerta votiva. Costituisce una delle testimonianze del culto delle divinità legate alle sorgenti termali e della pratica della cura per aquas, già diffusa nell'antica Ischia quasi duemila anni fa.
    La mostra nasce dalla collaborazione tra il MANN, il Museo di Pithecusae e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Napoli, dopo la partecipazione del museo ischitano alla mostra napoletana "Parthenope. La Sirena e la città", alla quale aveva prestato il Cratere del Naufragio e il Cratere di Ino. "È un ritorno simbolico di un'opera nell'isola dove fu scoperta", sottolinea Sirano, secondo cui il reperto consente anche di riscoprire le origini storiche e culturali delle cure termali per le quali Ischia è conosciuta nel mondo. Per il sindaco di Lacco Ameno, Domenico De Siano, l'iniziativa rappresenta un'occasione per riavvicinare la comunità al proprio patrimonio archeologico.
    "Ogni traccia della nostra storia acquista un valore ancora più grande quando torna a parlare alla comunità e diventa occasione di conoscenza per le nuove generazioni", afferma il primo cittadino, ricordando che "custodire il patrimonio significa preservare una parte della nostra identità per consegnarla al futuro con un significato vivo e nuovo". La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre
   

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