Amelia Rosselli, la potenza della sua poesia a 30 anni dalla morte
ANSA - Cultura

Amelia Rosselli, la potenza della sua poesia a 30 anni dalla morte

Mercoledì 11 febbraio 2026
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Reading, incontri e un convegno celebrano la poetessa

(di Mauretta Capuano) L'11 febbraio 1996 Amelia Rosselli spiccò il volo lanciandosi dal quinto piano della suo piccolo appartamento tutto legno e libri, in via del Corallo, vicino a Piazza Navona a Roma. Un suicidio più volte annunciato, avvenuto nello stesso giorno in cui si era suicidata nel 1963 la poetessa Sylvia Plath, da lei immensamente amata.
    A trent'anni dalla morte, la grande poetessa italiana del Novecento, di cui il primo a riconoscere il talento poetico fu Pier Paolo Pasolini, resta una voce potente, unica e irraggiungibile, di straordinaria forza ipnotica. Reading poetici, concerti, incontri e un convegno internazionale, dall'11 al 13 febbraio alle Università Sapienza e Roma Tre e al Teatro Palladium di Roma celebrano la sua figura, la sua opera e la sua lingua che Pasolini definì "nata come fuori dal cervello, quasi proiezione fisica di un involucro spirituale razionalmente inesprimibile". Tra le iniziative anche lo spettacolo "Il tuo sorriso m'apparve", organizzato da Ulderico Pesce al Teatro San Michele di Rivello, un borgo medievale in provincia di Potenza, che rientra tra i borghi più belli d'Italia, scelto dalla poetessa per passare i mesi estivi dal 1988 al 1991. Allo spettacolo partecipa la comunità che l'ha conosciuta leggendo i suoi versi da La libellula, Diario Ottuso, in cui Amelia ricostruisce il suo rapporto con Rocco Scotellaro, Cantilena per Rocco, Documento, e narrando aneddoti e ricordi che ha lasciato nel paese.
    "Rocco vestito di perla/come il grigiore dei colli vicino al tuo paese/mostrami la via che conduce/non so dove", scriveva Amelia di Scotellaro che aveva conosciuto all'inizio degli anni Cinquanta a Venezia ma che poco dopo, nel 1953, sarebbe morto.
    Il convegno "Un echeggiare violento. Trent'anni con Amelia Rosselli", a cura di Andrea Cortellessa, Sonia Gentili e Monica Venturini, si apre, dopo i saluti istituzionali, oggi a Palazzo Valentini a Roma, con Sonia Bergamasco che legge Amelia Rosselli a cui seguono interventi e approfondimenti di Elena Gigante, Andrea Ricciardi, Raffaele Pittella, Matilde Manara, Mara Sabia e Caterina Venturini. Al Teatro Palladium va in scena il concerto performance "L'Inferno, tessuto da mani perfette" di Fabrizio De Rossi Re in prima esecuzione assoluta. Nell'aula magna del Rettorato de La Sapienza a leggere i versi di Amelia Rosselli saranno tra gli altri Silvia Bre, Daniela Attanasio, Federica D'Amato, Carmen Gallo e Antonia Paolini.
    Figlia di Carlo Rosselli, noto intellettuale antifascista, fondatore del giornale e movimento Giustizia e libertà, assassinato insieme al fratello Nello nel 1937 a Bagnoles-de-l'Orne, Amelia, nata a Parigi il 28 marzo 1930, si è stabilita a Roma nel dopoguerra e da allora, tranne qualche breve soggiorno all'estero ha sempre vissuto in questa città.
    Traumatizzata dalla morte del padre, Amelia soffriva di ossessioni persecutorie e pensava che i servizi segreti la seguissero per ucciderla come ha in parte raccontato in Storia di una malattia.
    Suonatrice di violino, pianoforte e organo si è a lungo impegnata in studi di composizione. Il rapporto con la musica è evidente nelle sue composizioni poetiche così come il suo trilinguismo (la madre era l'antifascista britannica Marion Cave). I suoi interessi musicali la hanno anche avvicinata al mondo della danza e della musica sperimentale e ha lavorato con Carmelo Bene. Alla poesia italiana è giunta tardi come testimoniano i componimenti scritti in inglese e francese raccolti nel volume Primi Scritti. Melina, come la chiamavano in famiglia, per distinguerla dalla nonna Amelia Pincherle Rosselli, zia di Alberto Moravia e autrice di commedie in dialetto veneziano, figura centrale della sua vita, ha pubblicato nel 1964 la sua prima raccolta poetica Variazioni belliche. Sono seguite nel 1969 Serie Ospedaliera che includeva anche il poemetto La Libellula, panegirico della Libertà, e nel 1976 Documento'. La sua opera poetica che include anche testi in prosa, poesie in inglese, il poemetto Impromptu, è stata raccolta in un Meridiano Mondadori. Per Garzanti, il suo principale editore, è stato pubblicato il volume Poesie, con la prefazione di Giovanni Giudici.
    La sua vita e l'opera della magica e misteriosa poetessa del Novecento sono state protagoniste in questi ultimi anni di una vera e propria riscoperta, destinata a crescere. "E se il morire è cosa di ogni giorno/anche il tuo sguardo ha luci maligne/e un tuo cenno di timidezza e d'amore/non fa altro che ritardare l'orrore/di un giorno", scriveva in Documento.
   

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