I segreti della presidenza imperiale di Donald Trump in 'Cambio di regime'
Il bestseller di Haberman e Swan con retroscena inediti sul rapporto con Putin e Zelenskyj
MAGGIE HABERMAN E JONATHAN SWAN, CAMBIO DI REGIME. I SEGRETI DELLA PRESIDENZA IMPERIALE DI DONALD TRUMP ( BOMPIANI, PP 548, 22 EURO). Esce in Italia 'Cambio di regime. I segreti della presidenza imperiale di Donald Trump', il bestseller di Maggie Haberman e Jonathan Swan, corrispondenti dalla Casa Bianca per il New York Times, che ha svelato al mondo i segreti del Presidente che ha cambiato l'America e ridisegnato gli equilibri planetari.
Libro-inchiesta colossale è costruito a partire da centinaia di interviste e un accesso senza precedenti alle stanze segrete della Casa Bianca: si va dai retroscena delle prime ore del secondo mandato Trump, contraddistinte dalla grazia a coloro che avevano partecipato, nel gennaio 2021, all'assalto al Campidoglio in occasione della conferma dell'elezione di Joe Biden ("Al diavolo. Liberiamoli tutti - chiosò The Donald") fino alla guerra con l'Iran. Passando per il casting che portò alla costruzione del nuovo Gabinetto del Presidente.
Luci puntate sul rapporto con Elon Musk, Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskyj, con gli alleati della Nato, sempre in riferimento ai grandi scenari di tensione internazionale. Tutti i maggiori episodi di cronaca politica - dai tempi dell'applicazione dei dazi agli alleati, fino all'extraordinary rendition di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela - sono ricostruiti in queste pagine.
In questo ritratto quasi definitivo di Donald Trump emerge un presidente che riscrive dalle fondamenta la natura stessa della carica che ricopre, sbaragliando spesso liturgie e regole di una democrazia secolare e il modo in cui il mondo intero guarda agli Stati Uniti d'America. I diversi problemi legali, le condanne, gli attentati e il lungo esilio politico non hanno infatti indebolito Trump, ma lo hanno reso ancora più potente e apprezzato dai suoi, in particolare all'interno del Partito repubblicano, e più disposto a rischiare per ottenere vendetta dai suoi avversari. Si apprende in queste pagine che Steve Bannon, figura di spicco del movimento Maga, rimase sorpreso dalla disponibilità del presidente ad affrontare il contraccolpo mediatico per avere graziato, nelle prime ore del secondo mandato, chi a Capitol Hill aveva picchiato la polizia. Come una sentenza esclamò: "Questo è Trump allo stato puro".
Chi si stupisce per la recentissima affermazione di Trump contro Zelenskyj - "L'Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente" - potrà leggere in queste pagine la ricostruzione, con retroscena inediti, del controverso scontro tra i due, alla Casa Bianca, del 28 febbraio 2025. Allora il mondo restò col fiato sospeso a fronte di una lite pubblica che sembrava segnare un punto di svolta per la questione ucraina. Non Trump che, si spiega in Cambio di regime, confidò a un consigliere "E' stato meglio di The Apprentice - il reality show di cui è stato protagonista per quattordici stagioni".
Più di qualche stupore lo ingenera anche la ricostruzione della visita del primo capo di stato a recarsi da Trump, dopo la sua rielezione: Benjamin Netanyahu. Dopo l'incontro tra i due leader, si legge in queste pagine, poco prima di parlare alla stampa, Trump informò Netanyahu che intendeva proporre che gli Stati Uniti prendessero il controllo della Striscia di Gaza una volta terminata la guerra. E questa è cronaca come ricorderà chi ha seguito le cose riguardanti "la riviera di Gaza", il controverso piano post bellico legato a figure vicine al Presidente Trump. Ma -ecco la novità- spiegano Haberman e Swan che "non c'erano state discussioni con il Pentagono o il Dipartimento di Stato (…) Nessun gruppo di lavoro era stato convocato. Il Dipartimento della Difesa non aveva stimato quanti soldati sarebbero stati necessari per rimuovere due milioni di palestinesi da Gaza e occuparsi delle macerie. Non c'erano proiezioni dei costi né una semplice scheda delle logistiche del suo funzionamento".
Al termine della visita, scopriamo peraltro, Netanyahu regalò a Trump un cercapersone placcato oro. In ricordo della spettacolare operazione israeliana che portò a brillare, il 17 settembre 2024, migliaia di cercapersone assegnati ai membri di Hezbollah.
Cambio di regime è stato a lungo al primo posto nella classifica New York Times bestseller e ha raggiunto i vertici di vendita in ogni paese in cui è uscito.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA