Compagnia italoarmena InControVerso presenta al teatro Vittoria Proposta di matrimonio
Il gioiello di umorismo e caustica critica sociale di Anton Čechov
Al teatro Vittoria di Roma, dal 23 al 25 ottobre, la Compagnia italoarmena InControVerso di Sargis Galstyan porta in scena un gioiello di umorismo frenetico e caustica critica sociale, Proposta di matrimonio di Anton Pavlovič Čechov. Dietro la farsa esilarante, il maestro russo svela le nevrosi e le ossessioni dell'alta borghesia di fine Ottocento. L'adattamento e la regia di Mariné Galstyan, che interpreta la promessa sposa Natalya Stepanovna, esalta la tragedia dell'esistenza, raccontata da Cechov in un'ora di pura comicità, dimostrando che l'amore, il denaro e la proprietà formano un triangolo infernale capace di far crollare ogni pretesa di decoro e rispettabilità.
Čechov non dipinge semplici personaggi, ma caricature dolorosamente umane, intrappolate tra il desiderio di rispettabilità e l'ossessione per i beni materiali. Ivan Vassilevitch Lomov, interpretato da Luca Basile, un ipocondriaco cronico di quarantacinque anni, non vuole sposare Natalya Stepanovna per amore, bensì per stabilizzare la sua esistenza malaticcia, ma l'ansia della proposta lo trasforma in un fascio di nervi balbettanti: l'innesco perfetto per il caos. Stefano Antonucci è Stepan Stephanovitch Chubukov, padre della promessa sposa, proprietario terriero e ipocrita esemplare. Accoglie Lomov con entusiastica esultanza dettata solo dall'idea di liberarsi della figlia e mettere al sicuro il proprio patrimonio, per poi gettarlo fuori di casa con insulti appena si sfiora il sacro tema della proprietà. Non è migliore Natalya Stepanovna, all'apparenza gioviale, nel profondo è ferocemente testarda, orgogliosa e possessiva. Non è solo la promessa sposa; è la donna proprietaria che difende i suoi confini (reali e simbolici) con la stessa aggressività con cui Lomov tenta di conquistarli. La sua bellezza è pari solo alla sua caparbietà mercantile.
Proposta di matrimonio è una caustica osservazione di come gli esseri umani si uniscono per pura convenienza, destinati a trascorrere la vita a litigare per le sciocchezze più futili.
Una risata amara che espone quanto siamo ridicoli quando le ossessioni materiali superano ogni sentimento.
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