Deisa Ebano, a Bologna un museo racconta cento anni di industria e arte
Dal 16 ottobre tra manifesti, bozzetti e opere firmate dai grandi maestri del Novecento
Un secolo di industria, arte e immaginario collettivo raccontato attraverso manifesti, disegni, fotografie e oggetti che hanno accompagnato la vita quotidiana degli italiani: è la storia di Deisa Ebano, azienda di Bologna specializzata nella cura delle calzature, nei prodotti per la casa e negli insetticidi, che il 16 ottobre inaugura il proprio museo nella sede di via Collamarini 27. L'apertura culmina le celebrazioni del centenario dell'impresa, guidata dal 1939 dalla famiglia Rossi e legata a marchi entrati nella memoria nazionale come Ebano, Zig Zag, Voilà, Aquila e Calzanetto. La raccolta comprende oltre 300 materiali originali, tra bozzetti, manifesti, fotografie, progetti di vetrine, prototipi e macchinari d'epoca, componendo un viaggio nell'evoluzione della grafica pubblicitaria italiana. Dalle suggestioni Déco alle geometrie razionaliste, fino ai colori del boom economico e alla fotografia contemporanea, il percorso riunisce opere di protagonisti come Marcello Dudovich, Achille Luciano Mauzan, Aurelio Craffonara e Giovanni Mingozzi, autore del personaggio del lustrascarpe "Sor Ebano". Spiccano anche l'iconica foca dal manto nero e le creazioni pubblicitarie di Franco Fontana e Nino Migliori. "Creare un museo dentro la fabbrica significa affermare che la nostra storia non è un ricordo, ma una parte del lavoro di ogni giorno", scrive il presidente Luca Rossi, indicando nella condivisione del patrimonio industriale e culturale "un modo per restituirlo alla città e al Paese".
Il progetto scientifico è curato dalla storica dell'arte Francesca Sinigaglia, direttrice del Museo Ottocento Bologna, che firma anche il volume 'Un sogno lucido. DEISA Ebano: storia, bozzetti, manifesti e Museo', pubblicato da Pendragon. La ricerca d'archivio ha inoltre portato alla luce le prime tracce documentarie dell'azienda, risalenti al 1922, quattro anni prima della data di fondazione tramandata dalla memoria aziendale. Il museo sarà visitabile gratuitamente su appuntamento.
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