Galleria Borghese, al via il concorso per ampliare gli spazi, ora le candidature
ANSA - Cultura

Galleria Borghese, al via il concorso per ampliare gli spazi, ora le candidature

Mercoledì 14 ottobre 2026
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Cappelletti, "l'edificio non si tocca ma vogliamo migliorare l'accessibilità del museo"

"Nessuno vuole, può, deve toccare l'edificio" che ospita la Galleria Borghese, fatta costruire a Roma dal cardinale Scipione a partire dal 1607 per collocarci la sua vasta collezione d'arte. Lo ribadisce la Direttrice del museo, Francesca Cappelletti, in occasione del lancio ufficiale del concorso internazionale di architettura per l'acquisizione di un nuovo spazio o la riprogettazione di uno esistente nel parco di Villa Borghese - per una superficie non superiore a 3mila metri quadrati - che possa ampliare l'accessibilità del museo: da oggi, sulla piattaforma certificata Can dell'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia si apre la prima fase della competizione, aperta a tutti i professionisti che dovranno inviare i dossier di candidatura entro le ore 12 del 13 novembre 2026. Sulla base dei progetti di referenza e dell'esperienza del gruppo saranno selezionati un massimo di cinque finalisti ammessi alla seconda fase: questa selezione iniziale anche grazie a una griglia di valutazione indicata nel disciplinare sarà interna alla Proger, prima società indipendente di ingegneria in Italia che lancia il concorso. I finalisti accederanno quindi alla seconda fase in forma anonima, presentando i progetti entro il 18 marzo 2027. In questo caso la commissione giudicatrice, spiega il Ceo della società Marco Lombardi, sarà composta da esperti indipendenti e da personalità "tra cui ci piacerebbe figurassero anche direttori di grandi musei": da qui la scelta del progetto vincitore, che sarà proclamato entro il 14 maggio 2027. Che il progetto si concretizzi o meno, precisa il Ceo, avrà un compenso forfettario di 500.750 euro come premio e corrispettivo. Agli altri quattro finalisti un premio di partecipazione di 25.000 euro ciascuno.
    "I progetti che scaturiranno dal concorso saranno un dono alla Galleria, al Ministero della Cultura e a Roma Capitale, che decideranno cosa farne" afferma Lombardi. Le proposte dovranno coniugare innovazione, tutela storica, valorizzazione del patrimonio, sostenibilità ambientale per andare incontro alle esigenze di un museo scrigno di capolavori da Caravaggio a Bernini e Canova che nel 2025 con oltre 630mila visitatori ha visto un incremento di 87mila presenze rispetto al 2022, anno della ripresa post covid. Tra le funzioni possibili potendo contare su più spazio figurano l'esposizione al pubblico dei capolavori oggi conservati nei depositi (260 dipinti ma ci sono anche sculture e arredi storici), allestimenti di mostre temporanee di rilevanza internazionale, laboratori per la conservazione e il restauro, spazi tecnici: "oggi - spiega Cappelletti - quando dobbiamo mandare opere al restauro o prestarle ad altri musei le casse rimangono nelle sale perché non abbiamo posto dove metterle". E poi più spazio significa aree didattiche (attualmente per attività educative il museo sfrutta la giornata di chiusura del lunedì, ma saltuariamente perché è la giornata dedicata alla manutenzione) e poi sale per conferenze o per guardare filmati introduttivi alla visita, e ancora bookshop, servizi di ristorazione, infrastrutture digitali. "Per prescrizioni precise e severe sulla sicurezza, che noi osserviamo alla lettera, non possiamo ammettere nel museo più di un certo numero di persone in relazione ai metri quadrati, - spiega la Direttrice - per noi è un limite anche perché ogni giorno abbiamo un grande numero di persone che si mettono in fila e aspettano a volte ore per entrare". Quindi più spazio per migliorare la distribuzione dei flussi di visita, contribuendo a ridurre la pressione sui percorsi e le aree del Casino Nobile. "Lavoriamo nella speranza di divenire più accessibili" sottolinea la Direttrice della Galleria. Che, rispondendo a una domanda sulla possibilità di utilizzo di edifici già esistenti nel parco di Villa Borghese spiega che agli studi d'architettura che saranno selezionati per la fase finale del concorso sarà fornita anche una mappa del parco con tutti i suoi edifici, che sono molteplici dalla sede della polizia a cavallo al grande serbatoio che sorge nel Parco dei Daini ad altri più piccoli di cui alcuni ad oggi non sono utilizzati.
   

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