Maresco omaggia Scaldati, poeta siciliano dimenticato
Venerdì prima nazionale al Mercadante di Napoli
Omaggio ad un grande irregolare dimenticato: debutta al teatro Mercadante di Napoli in prima nazionale venerdì 'I Poeti non cadono in piedi' ovvero 'l'amaro caso del teatrante Scaldati secondo Franco Maresco'. La regia è dell'autore e cineasta siciliano che ha presentato lo spettacolo nel Ridotto in occasione dell'incontro-dialogo dedicato ai drammaturghi Enzo Moscato e Franco Scaldati con la partecipazione di Roberto Andò che del Napoli - Teatro Nazionale, che ha prodotto lo spettacolo, è il direttore. Che cosa se ne può fare dei poeti (e del loro teatro) un mondo come il nostro 'alle soglie del post umano prossimo venturo'? E' questa la domanda che si pongono Maresco e Claudia Uzzu e lo fanno raccontando la figura di Scaldati, drammaturgo e poeta palermitano, importante sperimentatore di una nuova lingua del teatro siciliano.
"Scaldati in vita pagò il prezzo di una coerenza artistica ed esistenziale rimanendo ai margini del mercato e delle istituzioni" la premessa di Maresco. A quasi 13 anni (1 giugno 2013) dalla sua morte (era nato a Montelepre il 13 aprile 1943) l'omaggio parte da Napoli con questo spettacolo aperto, 'una grottesca sonata di fantasmi' contrappuntata da immagini e parole, molte delle quali inedite. E sarà lo stesso Maresco a colloquiare con i personaggi e con la stessa idea del mondo dell'amico Scaldati, che definisce il maggior poeta palermitano degli ultimi due secoli.
Una tradizione misconosciuta la sua, quella appunto dei grandi irregolari della letteratura, giocatori perdenti anche contro il proprio tempo. Con Maresco in scena tra contributi e racconti ci sono Umberto Cantone, che collabora anche a regia e testi, Aurora Falcone, Melino Imparato, Ernesto Tomasini. Repliche fino a domenica 15 febbraio. Per la presentazione è stato scelto un frammento video con Scaldati e Moscato al Garibaldi di Palermo, unico documento insieme.
"Nello spettacolo ci sono riprese che dimostrano come Scaldati sia stato dimenticato solo due anni dopo la sua morte.
Anche io ho sempre sentito ostile Palermo. A Napoli con Moscato non è accaduto così, qui c è sempre stata più compattezza - nota Maresco ricordando che il suo archivio è Venezia e Palermo non gli ha dedicato alcun luogo - Franco era solitario, introverso, umorale, aggiungiamo in più l'indifferenza della città. La mafia l'ha rappresentata in modo unico, non gridato".
Andò sottolinea "Scaldati era Palermo in modo struggente, sempre soffrendo di questo misconoscimento. Farò di tutto per portare questo spettacolo a Palermo, questa estate sarà comunque a Gibellina"
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