Le riflessioni di Alvaro, al sud vita povera e letteratura ricca
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Le riflessioni di Alvaro, al sud vita povera e letteratura ricca

Sabato 17 ottobre 2026
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Saggio in oblio rivive in un libro del giornalista Nunnari

Disseppellito dall'oblio, in cui è rimasto confinato per più di settant'anni, riappare uno straordinario saggio - quasi un inedito - sulla questione delle "due Italie" (Nord e Sud), dello scrittore Corrado Alvaro pubblicato nel 1954 dalla rivista "Confluence", dell'Università di Harward. Ne racconta la storia, curiosa e singolare, il giornalista Mimmo Nunnari nel libro "Corrado Alvaro e la lezione americana sull'Italia del Sud" (Rubbettino, pagine 92, euro 14), che in appendice presenta questo scritto alvariano che è stato necessario ritradurre dall'inglese, poiché l'originale in lingua italiana non è reperibile. Il saggio, da considerare uno dei migliori scritti meridionalistici, destinato a un pubblico di lettori internazionale, non solo americano, considerata l'area vasta di diffusione di "Confluence", fu pubblicato, col titolo "Literature and Poor Life - Reflections on the Problems of Southern Italy" ("Letteratura ricca e vita povera - Riflessioni sull'Italia meridionale"), nel primo fascicolo dell'annata 1954 del trimestrale dell'università americana.
    Nunnari, nel suo libro, ne ricostruisce la genesi e sottolinea il significato importante della scelta di "Confluence" di affidare il tema dell'antica "questione italiana" ad Alvaro, a conferma dell'essere considerato, lo scrittore calabrese, non solo tra i maggiori esponenti della letteratura italiana, ma anche tra gli interpreti più autentici e credibili del pensiero meridionalista. Alvaro spiegò, nel suo saggio americano, con linguaggio franco e argomenti forti, la vicenda di due territori, Nord e Sud, divisi nello stesso ambito nazionale - un'anomalia italiana ed europea -, mettendo in risalto che, paradossalmente, la parte più povera e sottosviluppata del paese, aveva vita povera ma letteratura ricca. Con un certo senso di ironia, nel suo scritto, osservava che il giorno in cui il problema del Mezzogiorno d'Italia fosse risolto, la letteratura italiana perderebbe quella che fu fonte di ispirazione per alcune delle opere più significative del secolo scorso. E citava Giovanni Verga e Luigi Pirandello, entrambi siciliani, e Grazia Deledda, sarda, vincitrice del premio Nobel per la letteratura, come lo stesso Pirandello, come esempio di narratori che hanno anticipato la denuncia - che arriverà più tardi - dei meridionalisti sul Sud lasciato ai margini, in un isolamento che ha prodotto nel tempo strutture di "protetti" e "disperati" dominate da ceti politici incapaci e signorie parassitarie. Nunnari spiega come il saggio di Alvaro sia da considerare uno dei migliori scritti meridionalistici in assoluto. Nell'Alvaro della lezione su Confluence - osserva Nunnari - c'è anche molto dell'Alvaro giornalista, che ha raccontato molti aspetti della vita del Mezzogiorno, con una chiarezza e una capacità di narrazione che si riscontra magnificamente in questo "Letteratura ricca e vita povera", testo nel quale riappare quel Sud, luogo - come scrive lo stesso Alvaro con un'espressione forte, in chiusura del saggio - in cui "l'umano si mescola all'inumano".
   

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