Jeff Koons vende i suoi Picasso, all'asta 100 milioni di dollari
'Reinvestira' il ricavato in nuove produzioni', Christie's gli garantisce un minimo
Jeff Koons vende due Picasso per finanziare la produzione di nuove opere. Tra i più celebri e quotati artisti al mondo, il 71enne americano, gia' sposato con Ilona Staller, metterà all'asta il 17 novembre da Christie's nove capolavori della sua collezione per un valore stimato di quasi 100 milioni di dollari.
Ufficialmente la casa d'aste parla di un "illustre collezionista privato", ma il New York Times ha identificato il venditore spiegando che Koons intenderebbe reinvestire il ricavato nella propria attività artistica. Oltre a una testa ritratto di Dora Maar, il pezzo forte è Le Baiser, un Picasso del 1969 che raffigura un bacio appassionato, quasi violento, tra un uomo e una donna: stimato 40 milioni di dollari, era stato acquistato da Koons nel 2008 da Sotheby's per 17,4 milioni.
La scelta non sorprende: desiderio e sessualità sono temi ricorrenti nell' opera di Koons, a cominciare dalla serie Made in Heaven dei primi anni Novanta, in cui l'artista si ritrasse in scene erotiche con la pornostar ed ex parlamentare radicale italiana Cicciolina, da lui poi sposata e dalla quale ebbe un figlio. La vendita, intitolata Heroes and Lovers (Eroi e amanti), comprende anche un pastello di Édouard Manet, Femme au tub, e un dipinto del 1590 di Cornelis van Haarlem che raffigura la lotta mitologica tra Ercole e il dio fluviale Acheloo per conquistare una principessa: Koons lo aveva pagato 8,1 milioni di dollari nel 2008, oltre quattro volte la stima,, mentre Christie's conta ora di venderlo per circa 12 milioni. Tra i pezzi figura anche una scultura lignea tardogotica di Tilman Riemenschneider raffigurante Santa Caterina.
La decisione di separarsi da questi tesori, custoditi in parte nella casa dell'Upper East Side di Manhattan, arriva in una fase di ridimensionamento delle quotazioni dell'artista. Nel 2019 il celebre Rabbit in acciaio inossidabile era stato battuto da Christie's per 91,1 milioni di dollari, tuttora l'opera più costosa di un artista vivente venduta all'asta, ma da quel picco, secondo la banca dati Artdai, la performance della produzione di Koons sul mercato delle aste è calata di quasi il 60% nell'arco dell'ultimo decennio.
Non è la prima volta che Koons deve fare i conti con i costi della sua gigantesca macchina produttiva. Nel gennaio 2019 aveva drasticamente ridotto il personale dello studio, arrivato negli anni a impiegare fino a 130 tra pittori e scultori al lavoro 24 ore su 24, e ad affidare parte della produzione a robot e macchinari computerizzati in un laboratorio in Pennsylvania. Tra le ragioni del ridimensionamento, figuravano anche vendite deludenti, in particolare della serie Gazing Ball, nella quale Koons reinterpretava capolavori della storia dell'arte aggiungendo una sfera di vetro blu.
Per Christie's, che ha garantito all'artista un ricavo dalla vendita anche in caso di pezzi invenduti, la collezione rappresenta comunque un colpo nella stagione autunnale delle aste newyorchesi. La rivale Sotheby's si è di recente aggiudicata un nucleo di dodici dipinti, tra cui opere di Van Gogh, Cézanne e altri impressionisti provenienti dagli eredi di una fortuna argentina dello zucchero con una stima complessiva di 450 milioni di dollari.
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