Libri, ordini sempre più online ma il 78% del fatturato resta nel punto vendita
Osservatorio Ali-Format Research, l'80% delle librerie organizza eventi sul territorio
Non più semplici negozi di vendita, ma veri e propri poli culturali radicati sul territorio, capaci di usare la rete per portare i lettori in libreria. È la fotografia che emerge dalla sintesi dell'Osservatorio Ali (Associazione Librai Italiani) - Format Research presentata oggi a Roma a Palazzo Altemps. Se nel 2020 quasi otto librerie su dieci (78,8%) non disponevano di figure dedicate all'e-commerce e all'assistenza web, oggi il digitale è entrato stabilmente nelle strategie del settore. Quasi nove librerie su dieci (87,2%) comunicano infatti con i clienti attraverso social network, messaggistica o newsletter (contro il 53% del 2020). La tecnologia resta però uno strumento di relazione al servizio del negozio fisico: quasi otto euro su dieci (il 78,1% del fatturato) continuano infatti a essere incassati direttamente al punto vendita. Una frontiera, quella digitale, tuttora in piena evoluzione: il 40,8% dei librai prevede di rafforzare ulteriormente la propria presenza online nei prossimi 3-5 anni, mentre oltre la metà degli operatori (53,3%) indica la formazione sul digital marketing come l'area di aggiornamento prioritario e più richiesta per il 2026. A questo sviluppo tecnologico si affianca la forte vocazione sociale: nel 2024 l'80% delle librerie ha organizzato o promosso eventi culturali (in gran parte gratuiti, 72%), tanto che nel 2026 l'82% dei librai si riconosce appieno nella definizione della propria attività come presidio culturale, forte di una rete che li lega ad autori (78,5%), associazioni locali (72,3%) e biblioteche (72,1%).
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