Alle Gallerie d'Italia Torino Harbor, oltre sessanta foto di Anastasia Samoylova
ANSA - Cultura

Alle Gallerie d'Italia Torino Harbor, oltre sessanta foto di Anastasia Samoylova

Mercoledì 21 ottobre 2026
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Le immagini raccontano sette città portuali europee e le loro trasformazioni

Le Gallerie d'Italia Torino ospitano fino al 7 febbraio 2027 "Anastasia Samoylova. Harbor", la prima mostra personale in Italia dell'artista, realizzata su committenza di Intesa Sanpaolo e curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera.
    Oltre sessanta fotografie raccontano sette città portuali europee - Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul - esplorando il rapporto tra commercio globale, trasformazioni urbane e attività umane. Il porto diventa molto più di un luogo di transito delle merci: è uno spazio in evoluzione, dove infrastrutture industriali, tracce storiche e contraddizioni contemporanee si intrecciano. Gru, container, cantieri navali e navi da crociera raccontano gli effetti della globalizzazione e dell'automazione, mentre lo sguardo dell'artista dà spazio anche alle persone, al lavoro, al turismo e alle trasformazioni sociali dei waterfront.
    "Con Harbor continua il lavoro delle Gallerie d'Italia dedicato all'Europa", sottolinea Michele Coppola, responsabile Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo. "La committenza affidata ad Anastasia Samoylova ci conduce in viaggio nei porti europei: con evidenza e bellezza, le sue fotografie raccontano il fascino, le trasformazioni e le complessità di questi luoghi che da sempre accompagnano la storia e lo sviluppo del vecchio continente. Il progetto completa il percorso espositivo di Wandering Europe di Luca Campigotto, ampliando la riflessione sui temi del nostro tempo".
    La ricerca di Samoylova si inserisce nell'indagine sul paesaggio contemporaneo e sulle trasformazioni ambientali, già affrontata con "FloodZone", dedicato agli effetti dell'innalzamento del livello del mare in Florida. In Harbor, riflessi, vetrate e sovrapposizioni danno vita a immagini sospese tra fotografia documentaria e poesia visiva, in dialogo con le opere di Germaine Krull e Luigi Ghirri. Nell'ultima sala, una proiezione accompagna le fotografie con una composizione musicale originale di Clive Chang. Pianoforte, archi, ottoni e percussioni evocano le tensioni al centro della mostra: acqua e metallo, immobilità e movimento, arrivi e partenze
   

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