Stati generali delle Librerie, l'Italia dei libri tra numeri record e vuoti culturali
L'allarme di Ali e Impresa Cultura Italia: "Combattere la desertificazione culturale"
(di Giulia Bertollini) L'83% dei comuni italiani è completamente privo di una libreria, un vuoto culturale che penalizza vaste aree del Paese a fronte di un comparto economico che pure dimostra grande forza, generando un giro d'affari di 1,8 miliardi di euro e garantendo l'occupazione a circa 12.200 addetti in 4.451 punti vendita. È il quadro tracciato dalle due ricerche condotte dall'Associazione Librai Italiani con il Centro Studi Tagliacarne e con Format Research, presentate a Roma a Palazzo Altemps negli Stati Generali delle Librerie, l'appuntamento promosso in coincidenza con l'ottantesimo anniversario di fondazione dell'associazione di categoria in sinergia con il Piano Olivetti per la cultura e il Centro per il libro e la lettura, a cui farà seguito sabato 24 ottobre la giornata celebrativa "80VogliaDiLibri".
Dai dati emerge il profilo di un operatore culturale maturo, con un'età media di 53 anni e un profondo legame con la propria clientela basato sull'ascolto e sulla fiducia, tanto da spingere sette lettori su dieci a frequentare regolarmente la stessa libreria. Un settore che ha saputo integrare le tecnologie digitali per la comunicazione e il marketing senza per questo snaturare la centralità del punto vendita fisico, da cui continua ad arrivare la quasi totalità degli incassi complessivi. Accanto alla tenuta economica, emerge una marcata funzione di animazione territoriale, con l'80 per cento dei negozi che promuove periodicamente incontri gratuiti, presentazioni e laboratori integrandosi con autori, associazioni e biblioteche cittadine.
Sul piano strutturale il mercato mostra la stabilità delle attività del nuovo e un dinamismo dell'usato, unitamente a una forte presenza dell'occupazione femminile e giovanile a elevata qualificazione scolastica, mentre la distribuzione delle saracinesche vede la maggior concentrazione nel Mezzogiorno e nel Nord-Ovest, con una nettissima prevalenza delle attività indipendenti.
Commentando il quadro delineato dalle indagini, il presidente di Ali Confcommercio Paolo Ambrosini ha evidenziato: "Le librerie rappresentano un motore essenziale di coesione sociale e di sviluppo economico per i territori: per questo motivo servono misure urgenti in grado di assicurare la sostenibilità finanziaria, promuovere il ricambio generazionale, stimolare gli investimenti e contrastare la desertificazione culturale dei piccoli centri. Dobbiamo fare rete affinché il ruolo delle librerie venga riconosciuto e valorizzato dalle istituzioni".
Sulla stessa linea il presidente di Impresa Cultura Italia - Confcommercio Carlo Fontana: "Stiamo assistendo con preoccupazione all'ampliarsi delle distanze tra le regioni del Nord e del Sud e tra le diverse fasce sociali nelle grandi città. Non possiamo accettare che la possibilità di accedere alla conoscenza e ai prodotti culturali rimanga condizionata dal reddito o dal censo dei cittadini. Occorre intervenire con decisione a supporto della domanda di cultura, introducendo strumenti fiscali specifici come la detraibilità delle spese culturali che Confcommercio propone da tempo".
A conclusione dei lavori, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel messaggio letto da Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del MiC, ha sottolineato: "Sostenere una libreria significa custodire uno spazio nel quale il pensiero può maturare, diventare autonomo e aprirsi al confronto: significa dare alla comunità gli strumenti per scegliere il proprio futuro". Giuli ha quindi ricapitolato le principali misure economiche attuate a sostegno della filiera: "Il credito d'imposta, con un massimo annuale di 20.000 euro per ciascun punto vendita indipendente, concorre a ridurre i costi di gestione, dagli affitti e tributi fino ai contributi per il personale. Abbiamo inoltre stanziato 4 milioni di euro a supporto delle imprese under 35, con contributi a fondo perduto fino a 24.000 euro per le spese ammissibili, di cui 1 milione riservato alle iniziative nei piccoli comuni privi di altri punti vendita".
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