>ANSA-FOCUS/Dopo 55 anni i Diavoli di Ken Russell nelle sale come lo voleva il regista
Blasfemo e censurato dalla Warner nel 1971, ora lo assolvono anche i gesuiti
(di Alessandra Baldini) Per oltre mezzo secolo è stato uno dei film maledetti della storia del cinema, mutilato dalla censura, accusato di blasfemia e praticamente impossibile da vedere nella versione voluta dal regista. Ora pero I Diavoli (The Devils) di Ken Russell torna nelle sale Usa, restaurato in 4K e reintegrato delle scene più controverse.
Le proiezioni andranno avanti fino al 25 ottobre e, a riabilitare l'opera del cineasta britannico convertito al cattolicesimo, e' arrivata una voce inattesa: quella di America, la rivista dei gesuiti Usa, secondo cui il film non è tanto una provocazione contro la religione quanto una denuncia della "blasfemia del potere". Uscito nel 1971, il capolavoro di Russell racconta un episodio realmente accaduto nella Francia del Seicento: le presunte possessioni demoniache delle suore orsoline di Loudun e la persecuzione di padre Urbain Grandier, accusato di stregoneria e mandato al rogo nel 1634. Interpretato da un magnetico Oliver Reed nei panni del sacerdote e da Vanessa Redgrave in quelli della superiora Jeanne des Anges, il film mescola erotismo, fanatismo religioso, torture e intrighi politici in una visione allucinata e grottesca: sullo sfondo della lotta per il controllo della città, che Grandier cerca di difendere dalle mire del potere centrale.
Tratto dal libro I Diavoli di Loudun di Aldous Huxley, The Devils fu una delle opere più radicali di una stagione cinematografica che vide arrivare sugli schermi anche Arancia Meccanica di Stanley Kubrick e Cane di Paglia di Sam Peckinpah.
Anticipando lo scandalo, la Warner Bros., sotto pressione dalla censura, eliminò alcune delle sequenze più estreme, tra cui quella delle religiose in estasi orgiastica davanti a un crocifisso. Russell, morto nel 2011, non accettò mai quei tagli.
Ora, a recuperare il materiale perduto, ha contribuito il critico britannico Mark Kermode, che per anni si è battuto per ricostruire la versione integrale: "Ken era interessato alla religione ma anche alla falsa religione e ai falsi messia, come ha poi dimostrato in Tommy, l'adattamento dell'opera rock dei Who", ha spiegato. La nuova edizione, restaurata da Warner Bros.
Clockwork e presentata a Cannes, è approdata in 350 sale Usa, incassando nel primo fine settimana oltre 1,7 milioni di dollari, un risultato notevole per un film di 55 anni fa vietato ai minori di 17 anni non accompagnati.
Il ritorno ha acceso l'entusiasmo della critica che ha lodato l'estetica modernista, mentre Guillermo del Toro ha paragonato l'esperienza del restauro a quella di vedere per la prima volta un film che credeva di conoscere. Ma la lettura più sorprendente e' arrivata da America. Pur definendo il film sfacciatamente esplicito, grottesco e osceno, la rivista dei gesuiti ne ha riconosciuto la straordinaria qualità artistica. Russell, scrive il recensore Gene Phillips, ha costruito una visione quasi veterotestamentaria del male, del piacere e della corruzione, nella quale l'eccesso diventa uno strumento per smascherare l'abuso dell'autorità. E alla domanda se il film sia davvero blasfemo, America risponde che anche invocare il nome di Dio per giustificare torture e delitti costituisce una forma di blasfemia.
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