A Reggio Calabria le 'Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca'
Fino a 31 dicembre in mostra 38 opere, ammirate ad Atene da migliaia di visitatori
Approda al Museo Nazionale di Reggio Calabria la mostra 'Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca'. Rimarrà aperta fino al 31 dicembre, nel livello E di palazzo Piacentini. Dopo l'esposizione al Museo dell'Acropoli di Atene, 38 opere, che nella capitale greca sono state ammirate da decine di migliaia di visitatori, giungono a Reggio Calabria, unica tappa italiana di una esposizione che raccoglie i più importanti capolavori dell'arte greca, provenienti dai più importanti musei del mondo, per la prima volta insieme. Tra queste, quattro opere identitarie del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria: la testa del filosofo, la testa di Basilea, il Kouros di Reghion e l'Acrolito di Cirò Marina. "Le riabbracciamo dopo il loro bellissimo viaggio all'estero" - ha commentato il direttore del Marc, Fabrizio Sudano, all'inaugurazione della mostra".
L'esposizione è articolata in sette sezioni: le 38 opere in mostra testimoniano la lunga eredità della cultura ellenica e le sue continue trasformazioni, dalla tarda età del Ferro fino al Novecento, mostrando come modelli, linguaggi e forme dell'arte greca siano stati accolti, reinterpretati e tramandati nel corso dei secoli. Tra le opere più importanti, il Kouros, o cosiddetto Apollo Milani in marmo pario, proveniente dal Museo Archeologico nazionale di Firenze, la Statua di Aura in marmo pentelico, proveniente dal Parco archeologico del Colosseo.
Da Atene, con un suo messaggio, il direttore del Museo dell'Acropoli Nikolaos Stampolidis, ha ricordato la decennale collaborazione con il Museo nazionale di Reggio Calabria, e ringraziato il museo reggino "per i preziosissimi ed unici reperti - ha scritto - arrivati ad Atene, come la testa del filosofo di Porticello, che credo sia stata per la prima volta esposta fuori sede, unitamente alla testa di Basilea ed il magnifico Kouros Arcaico, ricambiati ora con la presenza a Reggio Calabria di prezioso reperto proveniente dalla colmata persiana ed esposto nella grande sala delle Cores e dei Curi del Museo dell'Acropoli e cioè la famosa Kore 670 come l'anello di unione delle due esposizioni e dei due musei".
Prima del taglio del nastro, il direttore dell'Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, Alessio De Cristofaro ha definito la mostra un esperimento un po' audace. "Il primo motivo sta nel fatto che tratta un argomento difficilissimo che è quello dell'arte greca. Il secondo perché questa mostra dà attuazione a due delle più importanti linee per politiche culturali del nostro ministero, entrambe volute con grande lungimiranza dal nostro ministro Alessandro Giuli, che sono il piano Mattei per l'Africa e il piano Olivetti della Cultura".
"L'idea audace - ha spiegato De Cristofaro - è stata quella di portare poi la mostra, qui, con delle piccolissime variazioni dovute al fatto che alcune opere erano già state promesse per mostre internazionali e che quindi sono state sostituite con opere altrettanto importanti e altrettanto belle e provenienti sempre dei nostri musei, declinandola come piano Olivetti per la cultura, perché noi siamo convinti - ha concluso - che se c'è uno strumento in grado di rigenerare i territori e le comunità dal punto di vista urbano, sociale, economico e culturale e anche personale, è quello della cultura".
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