La famiglia Ritter e l'industria dell'Ottocento in mostra a Gorizia
Ripercorre il ruolo chiave della famiglia nello sviluppo ottocentesco della città
Una mostra dedicata alla famiglia che ha lasciato un'impronta profonda nella trasformazione economica, sociale e culturale di Gorizia nell'Ottocento.
L'esposizione "Il secolo dei Ritter 1814-1914. Una famiglia di industriali nella Gorizia dell'Ottocento" sarà allestita nelle Scuderie del Palazzo Coronini Cronberg e aprirà sabato 24 ottobre. La rassegna è curata da Cristina Bragaglia, Lucia Pillon e Alessia Zangrando e, attraverso dipinti, fotografie, documenti, progetti, reperti archeologici e testimonianze familiari, mira a ricomporre le molteplici sfaccettature di una vicenda che va oltre la storia di una dinastia imprenditoriale.
La famiglia Ritter, di origini tedesche, si stabilì a Gorizia nel 1819, quando Giovanni Cristoforo Ritter vi trasferì la propria raffineria di zucchero, dando il via alla prima grande industria cittadina. I suoi discendenti ampliarono le attività in settori come il tessile e la cartiera, impiegando oltre un migliaio di operai e integrando la città in reti commerciali europee. I Ritter furono anche protagonisti dello sviluppo infrastrutturale, sostenendo il collegamento di Gorizia alla Ferrovia Meridionale Vienna-Trieste nel 1860, e di iniziative immobiliari che modellarono l'immagine elegante della città.
L'impegno sociale e filantropico della famiglia si manifestò nel sostegno a istituzioni educative e benefiche, come il progetto di una colonia operaia a Straccis e la costituzione della comunità evangelica locale.
"Raccontare la storia dei Ritter significa riscoprire una pagina fondamentale dello sviluppo di Gorizia, una famiglia che con la propria visione imprenditoriale ha contribuito a trasformare profondamente il volto economico, sociale e culturale della città", ha dichiarato il sindaco Rodolfo Ziberna, presidente della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg.
L'esposizione sarà visitabile fino a lunedì 29 marzo 2027 ed è realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Camera di Commercio Venezia Giulia.
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