'Ri-generare con creatività', la cultura come base per lo sviluppo urbano
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'Ri-generare con creatività', la cultura come base per lo sviluppo urbano

Lunedì 26 ottobre 2026
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Dal 23 novembre a Roma il primo Forum promosso dalla Dg Creatività Contemporanea del Mic

(di Laura Valentini) Esiste una via italiana alla Rigenerazione Urbana che si focalizza sul recupero del patrimonio culturale, sul coinvolgimento delle comunità locali e che fa leva sulla creatività contemporanea, in chiave di ricerca e di proposta. Ad accendere un faro su questo metodo che vede nella cultura un motore di trasformazione dei luoghi e che negli anni è stato utilizzato su tutto il territorio, da Caivano a Rozzano, è il primo Forum nazionale sulla rigenerazione urbana a base culturale, dal titolo 'Ri-generare con creatività' al via dal 23 e fino al 27 novembre nell'area dell'ex Mattatoio di Testaccio a Roma.
    Promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DgCc) del ministero della Cultura, l'iniziativa che si terrà nella sede del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi Roma Tre, che collabora al progetto, si articola in cinque giornate di confronto nazionale: tre giornate di convegno e due giornate di tavoli tematici. "Sulla rigenerazione urbana hanno voce diversi dicasteri: noi come Mic - spiega Costantino D'Orazio, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero - ci occupiamo di una parte specifica ovvero della base culturale, lì dove borghi o periferie sono oggetto di una rigenerazione che prevede un loro utilizzo in questo ambito" come nel caso dell'area prescelta per ospitare l'evento, l'ex Mattatoio romano, oggi spazio per mostre ed eventi di arte contemporanea.
    Cosa ci si attende dall'iniziativa? Primo obiettivo è quello di mettere a disposizione delle istituzioni e degli operatori un metodo volto alla definizione delle pratiche utili alla definizione di Rigenerazione Urbana a base culturale, attraverso le numerose esperienze realizzate e in corso in Italia. Una sorta di "istruzioni per l'uso" che metteranno in luce come esiste una via italiana alla Rigenerazione Urbana, costituita da un'attenzione al recupero del patrimonio culturale, alla qualità architettonica, al coinvolgimento delle comunità locali senza dimenticare un faro acceso sulla creatività. Un documento, spiega ancora D'Orazio, tale da poter 'ispirare' le politiche pubbliche e magari una legge sulla Rigenerazione Urbana che in Italia esiste e viene praticata da anni ma la cui messa a terra è molto frammentata.
    Ma non solo. In programma c'è anche un Libro bianco dove confluirà il percorso progettuale del biennio 2025-2026: raccoglierà e sistematizzerà gli esiti della ricognizione nazionale, i contributi delle giornate congressuali e i risultati dei tavoli tematici. Anche in questo caso il volume si pone l'obiettivo di restituire un quadro organico delle esperienze, delle riflessioni e delle proposte emerse, mettendo a disposizione di istituzioni, amministrazioni, studiosi e operatori uno strumento di conoscenza per le future politiche sul tema. Parteciperanno al Forum, sostenuto da Ales - società in house interamente partecipata dal ministero della Cultura - istituzioni, università, professionisti, operatori culturali e realtà attive nei territori che porteranno le storie delle rispettive esperienze: dalla Fondazione Quartieri Spagnoli Ets che ha riportato in vita l'ex monastero di Montecalvario trasformandolo in una comunità di imprese culturali, scuole e servizi, alla Twm Factory che con Roma Smistamento ha recuperato ex uffici ferroviari per farne un hub culturale, ai Giardini Luzzati nati dal recupero di un'area del centro storico di Genova, solo per citarne alcuni.
    Dal 23 al 25 novembre, gli interventi si articoleranno in cinque sessioni dedicate ai principali temi, con circa 90 contributi di rappresentanti delle istituzioni, studiosi, architetti, artisti, curatori e operatori culturali. I lavori saranno accompagnati da un Comitato scientifico presieduto da Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Mic.
    "Il contributo che il Comitato scientifico intende offrire è far convergere competenze differenti intorno a problemi reali, così che da questo esame - ha affermato Osanna - possano derivare criteri condivisi su cui fondare le politiche pubbliche".
   
   

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