A Cesena le librerie raddoppiano, grazie all'intesa tra pubblico e privato
ANSA - Cultura

A Cesena le librerie raddoppiano, grazie all'intesa tra pubblico e privato

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Una realtà in controtendenza rispetto al resto del Paese

Mentre in Italia le librerie continuano a scomparire dai piccoli Comuni e perfino dai centri urbani più grandi, Cesena racconta una storia in controtendenza.
    Una città dove le librerie non solo resistono, ma si moltiplicano. Un risultato che nasce dalla collaborazione tra pubblico e privato capace di mettere in rete istituzioni, operatori e cittadini.
    Sono otto le librerie tradizionali presenti in città: quattro di catena (Giunti, Mondadori, Ubik e Coop) e quattro indipendenti (Libri di Elena, Damavoj, Albizzi e Viale dei Ciliegi, quest'ultima specializzata in libri per ragazzi). A queste si aggiungono ulteriori realtà che arricchiscono l'offerta: EpocaLibri, dedicata ai libri usati e fuori catalogo; Salmo91, con la sua proposta di editoria religiosa; e Kazuma, punto di riferimento per il mondo dei fumetti. Undici realtà che compongono un panorama editoriale variegato e testimoniano la vitalità del rapporto tra Cesena e il libro.
    "È il risultato - commenta l'assessore Camillo Acerbi - di un grande lavoro corale di promozione della lettura, che coinvolge pubblico e privato: Comune, scuole, librai, editori, associazioni. Una rete di persone e di luoghi che ha il suo centro ideale nella Biblioteca Malatestiana. La capacità di fare sistema, di mettere in relazione competenze e sensibilità diverse e di creare molteplici occasioni di incontro rappresenta un tratto caratteristico dell'esperienza cesenate. Non dimentichiamo che proprio a Cesena il pediatra Biasini ha ideato il progetto 'Nati per leggere', referenza nazionale per l'avviamento precoce alla lettura".
    Il tema della scomparsa delle librerie, l'83% dei Comuni italiani non ne ha più neppure una nel proprio territorio, è tornato al centro del dibattito nazionale con l'appello al Governo da parte di Paolo Ambrosini, presidente Ali (Associazione Librai Italiani Confcommercio), affinché venga messo a punto un piano in grado di favorirne la presenza in tutte le città. Una richiesta che intercetta un problema sempre più evidente: la progressiva desertificazione culturale di tante realtà del Paese, dove l'assenza di una libreria significa anche la perdita di un presidio di accesso alla conoscenza, socialità e confronto.
   

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