Il patrimonio online della rivista 'il Mulino' cresce con la digitalizzazione
Oltre 48mila pagine di 3.800 articoli dal 1951 al 1996
Da oggi è online 'Time machine', il progetto che ha digitalizzato 535 fascicoli corrispondenti a 48.387 pagine di 3.863 articoli della rivista 'il Mulino', nel periodo 1951-1996, grazie a 254mila euro di fondi europei della Regione Emilia-Romagna nell'ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, bando per la digitalizzazione del patrimonio culturale-Digital Humanities. Ora è possibile consultare, tramite il sistema bibliotecario, tutti i numeri della rivista che nel corso degli anni ha ospitato le riflessioni di intellettuali, docenti e protagonisti della vita culturale e politica italiana sui problemi e le trasformazioni della società.
"Questo archivio - commenta il suo direttore Paolo Pombeni - restituisce i traumi e i passaggi della nostra società. C'erano posizioni divergenti, ma c'era grande responsabilità. Il Mulino degli anni Cinquanta era coraggioso, era un gruppo di giovani che sfidavano l'egemonia dell'intellettualità di partito per proporre una loro diversa visione dello sviluppo della società, per dire che le idee cambiano il mondo, tant'è vero che si definivano neoilluministi. I giovani di allora avevano la possibilità di farsi sentire perché costruivano degli ambienti di riflessione e di discussione, una sfida che il Mulino continua a lanciare alla società".
"Grazie a un lavoro editoriale e tecnologico impegnativo, sono state messe a disposizione di tutti le riflessioni e le discussioni che hanno animato il dibattito nel nostro Paese", commenta l'assessora regionale alla cultura, Gessica Allegni, sottolineando che la rivista è diventata negli anni "un importante e autorevole punto di riferimento non solo per la comunità accademica".
Dalla celebre "Asinische Universitat" di Paolo Ungari, uscita nel 1972 sulla situazione universitaria del tempo, a una riflessione di Luigi Pedrazzi sulla Chiesa in Italia di fronte alle trasformazioni del 1968. E ancora, le parole di Federico Mancini sullo sviluppo industriale del Mezzogiorno, pubblicate nel 1951, o l'analisi di Pier Luigi Contessi, uscita nel luglio 1952, sulla generazione studentesca del dopoguerra: 'Time Machine' permette di sfogliare la storia, immergersi nel dibattito culturale, attraversare le stagioni di un'Italia che cambia rileggendo le parole di chi ha aperto una riflessione, analizzato questioni e innescato dibattiti.
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