Artissima, l'arte contemporanea tra controcultura e attualità
Dalle 183 gallerie provenienti da 35 Paesi alle nuove presenze internazionali
Artissima, la fiera dell'arte contemporanea che torna a Torino dal 30 ottobre al 1 novembre, riunisce 183 gallerie provenienti da 35 Paesi e quattro continenti, con una proposta che valorizza la pluralità dei linguaggi artistici, le nuove generazioni e l'apertura internazionale. La manifestazione offre uno spazio di confronto in cui l'arte racconta le trasformazioni della società e dà voce alle inquietudini del presente.
"La qualità non si misura soltanto attraverso i numeri, ma nella capacità di offrire una fotografia coerente, aggiornata e credibile della produzione artistica contemporanea" spiega il direttore Luigi Fassi. La fiera accoglie diverse forme espressive, dalla pittura alla scultura, fino alle installazioni, ai video e alle performance.
La Fiera dà spazio alla controcultura e gli artisti che non fanno ancora parte del mondo mainstream. "Abbiamo bisogno di capire che la controcultura ha valore. La fiera non deve limitarsi a confermare ciò che è già riconosciuto, ma creare occasioni di visibilità per chi ha qualcosa da dire e cerca uno spazio in cui essere ascoltato" afferma Fassi.
Le sezioni Present Future e New Entries, dedicate rispettivamente agli artisti emergenti e alle gallerie più giovani, offrono spazio a nuove ricerche e prospettive. Tra gli artisti presentati c'è il portoghese Fabio Colasso, che realizza un'installazione con neon contenenti frasi politiche e frecce inserite in blocchi di granito. L'opera rappresenta la violenza del potere e il disagio delle nuove generazioni, che cercano di prendere posizione di fronte ai problemi della società.
Artissima affronta anche temi legati ai conflitti e alla memoria storica. Nella sezione Disegni, un artista giapponese riflette sulle atrocità della guerra sino-giapponese attraverso immagini di volti coperti da una sorta di nebbia, simbolo dei traumi rimossi e della difficoltà di affrontare il passato.
Dall'Asia all'Africa, le opere mostrano come l'arte contemporanea possa riportare alla luce memorie dimenticate e trasformare i conflitti e le responsabilità storiche in occasioni di riflessione condivisa.
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