'Tre sorelle' ispirato al testo di Cechov in prima nazionale al Carignano
ANSA - Cultura

'Tre sorelle' ispirato al testo di Cechov in prima nazionale al Carignano

Mercoledì 11 marzo 2026
1 visualizzazione

Riscrittura di Liv Ferracchiati, produzione del Teatro Stabile Torino

La neve cade lenta, quasi senza motivo. E proprio da questa domanda sospesa - 'Nevica. Che senso ha?' - prende forma Tre sorelle, la nuova riscrittura e regia di Liv Ferracchiati, che debutta in prima nazionale martedì 17 marzo alle 19.30 al Teatro Carignano di Torino. Lo spettacolo, ispirato al celebre testo di Anton Čechov, è prodotto dal Teatro Stabile di Torino e resterà in scena fino al 29 marzo prima di partire in tournée.
    Ferracchiati affronta uno dei capolavori del teatro moderno con una riscrittura che dialoga con la tradizione senza rinunciare a uno sguardo profondamente contemporaneo. Il mondo di Olga, Maša e Irina - sospeso tra desideri, rimpianti e il sogno mai realizzato di tornare a Mosca - diventa lo specchio di una sensibilità odierna segnata da precarietà, attese e disorientamento.
    Scritto nel 1900, il dramma di Čechov nasce nella Russia attraversata da tensioni sociali e da un diffuso senso di immobilità. In questa nuova versione, quel sentimento di stagnazione non appartiene più solo alla provincia russa di inizio Novecento, ma sembra parlare direttamente al presente: un tempo in cui le promesse si incrinano e il futuro appare sempre più incerto. La regia di Ferracchiati, artista associato del Teatro Stabile Torino, indaga proprio questo punto di frattura: il momento in cui il tempo smette di garantire una direzione. I personaggi si muovono in un paesaggio emotivo fatto di attese, silenzi e piccole incrinature, mentre anche la memoria sembra progressivamente sbiadire.
    Tra le immagini più forti dello spettacolo c'è l'orologio di porcellana che nel terzo atto viene distrutto dal dottor Čebutykin: un gesto improvviso e quasi inspiegabile che diventa simbolo di un tempo ormai privo di promessa. Da qui si irradia la visione della messinscena, in cui il tempo non guida più il destino ma si limita a scorrere, erodendo lentamente ogni certezza.
    La produzione vedrà in scena Francesco Aricò, Valentina Bartolo, Giovanni Battaglia, Giordana Faggiano, Rosario Lisma, Riccardo Martone, Antonio Mingarelli, Marco Quaglia, Livia Rossi, Irene Villa. Le scene sono di Giuseppe Stellato, i costumi di Gianluca Sbicca, le luci di Pasquale Mari, il suono di Giacomo Agnifili.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo