Danio Manfredini porta in scena a Bologna Divine dal romanzo di Genet
La storia di un ragazzino che scappa di casa per vivere a Parigi da travestito
Dopo aver ospitato in stagione le repliche dell'ultimo spettacolo di Danio Manfredini, Cari spettatori, e la mostra dei suoi quadri, Ert - Emilia Romagna Teatro produce il riallestimento di Divine dell'artista cremonese, in scena al Teatro delle Moline di Bologna dal 12 al 15 e dal 19 al 22 marzo alle 21, domenica alle 17. Attore, autore, regista, cantante e pittore, Danio Manfredini porta sul palcoscenico la storia di Louis Culafroy, un ragazzino che scappa di casa per condurre a Parigi una vita da travestito.
L'incontro con Mignon, un ladruncolo, e quello con Nostra Signora dei Fiori, un giovane assassino, segneranno in maniera indelebile la vita di Divine. La pièce nasce da un canovaccio di sceneggiatura per un film scritto proprio da Manfredini alla fine degli anni Novanta. La scrittura di Divine si ispira al romanzo di Jean Genet, Nostra signora dei fiori del 1944, scritto nel periodo in cui Genet era in carcere a Parigi. Nel romanzo il protagonista è lo stesso autore colto nell'universo carcerario fatto di celle, corridoi, compagni di sventura. Genet prende ispirazione proprio dalle presenze intorno a lui per dare vita ad una storia inventata. Dalla complessità del libro Manfredini ha estratto un ramo che è appunto la storia di Divine.
Inizialmente il progetto nasce come un film, poi diviene parte dello spettacolo teatrale Cinema Cielo, capolavoro del regista e Premio Ubu per la Miglior regia nel 2004. Oggi Divine prende la forma di una serata a teatro in cui Manfredini, solo in scena, legge l'originale canovaccio della sceneggiatura, accompagnato dai suoi disegni, lo storyboard che traccia la parabola della vita di Divine.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA