Al via il restauro della Testa di Medusa del Giambologna
A realizzarlo l'Opificio delle Pietre dure
L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze realizzerà il restauro della Testa di Medusa, di proprietà del Comune di Bagno a Ripoli (Firenze), opera marmorea cinquecentesca attribuita alla bottega del Giambologna e originariamente collocata nel complesso della Fonte della Fata Morgana, a Grassina, firmata dallo stesso Giambologna.
Il trasporto della Testa verso l'Opificio è avvenuto oggi: dal palazzo comunale al laboratorio del Settore Materiali lapidei dell'Opificio in via egli Alfani, dove l'opera sarà sottoposta in prima istanza allo studio e a indagini diagnostiche non invasive. Un passo necessario, si spiega in una nota, per analizzare i materiali costitutivi e di degrado, verificare lo stato conservativo dell'opera per poi procedere, subito dopo, all'intervento di restauro.
"Voglio ringraziare di cuore l'Opificio delle Pietre Dure per aver accolto la nostra richiesta di prendersi cura della Testa di Medusa - afferma il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti -. L'opera non poteva essere affidata a mani migliori per ritrovare il suo originario splendore. Grazie ai professionisti di questo centro d'eccellenza stimato e ammirato in tutto il mondo, la Testa dopo lunghi anni di oblio potrà tornare di nuovo visibile al pubblico. Un patrimonio di bellezza pronto ad essere rimesso in circolo grazie al gioco di squadra tra istituzioni". Per Emanuela Daffra, soprintendente dell'Istituto fiorentino, "è un piacere mettere la competenza del personale tecnico scientifico dell'Opificio al servizio dello studio e del recupero di un pezzo che poi potrà ritrovare il suo contesto, quel suggestivo insieme di acque e sculture voluto da Bernardo Vecchietti a fine Cinquecento come luogo di delizie".
Il Comune è al lavoro per fare in modo che la Testa di Medusa, una volta restaurata, possa tornare visibile a tutti con un'esposizione al Museo Nazionale del Bargello. Nell'attesa che il Ninfeo venga totalmente restaurato, al suo interno sarà invece collocata una riproduzione della scultura, realizzata con il fondamentale contributo di Artigianato e Palazzo.
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