Dopo un secolo debutta a Madrid La sposa venduta, tra fiaba scenica e critica sociale
L'opera di Smetana con Gustavo Gimeno alla bacchetta e la regia di Laurent Pelly
Torna al Teatro Real di Madrid, dopo oltre un secolo, 'La sposa venduta' di Bedřich Smetana, in una nuova produzione in scena in dieci repliche dal 14 al 30 aprile, prima di approdare nei teatri europei coproduttori.
Considerata la più popolare opera di Smetana e fondativa dell'opera nazionale ceca, la partitura unisce leggerezza comica e radici folkloriche a una sottile critica sociale.
L'esecuzione del 23 aprile sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma My Opera e gratuitamente su OperaVision.
Sul podio il direttore musicale Gustavo Gimeno che, nella conferenza stampa di presentazione, ha definito l'opera comica in tre atti "luminosa, raffinata, elegante, spiritosa e molto accessibile". E assicura: "Credo che sarà una grande sorpresa".
Una partitura, ha aggiunto, "molto divertente dall'inizio alla fine", ricca di danze e momenti corali, con richiami anche a Wolfgang Amadeus Mozart.
Il direttore artistico Joan Matabosch ha sottolineato che l'opera nasce come tentativo di creare "un genere operistico genuinamente ceco", ma al tempo stesso mette in scena "un dramma domestico che all'epoca si viveva con normalità", denunciando la pratica dei matrimoni combinati per necessità economiche.
La vicenda è ambientata in un villaggio e ha per protagonisti a Marenka e Jenik, due giovani innamorati. L'intreccio ruota attorno a un 'contratto' stipulato da Jenik con il sensale Kecal, in cui sembra vendere la fidanzata per 300 fiorini, ma solo a condizione che venga data in sposa al "figlio di Tobias Micha", ovvero se stesso, essendo il figlio primogenito segreto di Micha.
La regia di Laurent Pelly punta su una lettura antirealistica: "Ho spinto la comicità fino alla caricatura", ha spiegato, cercando di mantenere "ingenuità" in quella che definisce "una sorta di incubo progressivo". L'ambientazione, ispirata ai cartoni animati cechi degli anni '40-'60, crea uno spazio simbolico e fiabesco firmato da Caroline Ginet.
Nel ruolo di Marenka si alternano Svetlana Aksenova e Natalia Tanasii. "Non accetta il suo destino come una vittima, è una donna forte", ha osservato Aksenova. Mentre Tanasii ha aggiunto: "Sa quello che vuole: nell'amore si può perdonare, ma non vendere".
Lo spettacolo, che unisce ironia, tradizione e riflessione sociale, riporta al pubblico contemporaneo un classico europeo con una nuova chiave visiva.
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