Assomusica, nella stagione maggio-agosto 2025 organizzati 1.245 eventi
Parodi: "Lo scorso anno 96 festival musicali, nel 2026 saranno di più"
I festival musicali come sistemi integrati di offerta culturale, che hanno un impatto e un forte legame con il territorio e le sue aziende ma possono pure essere riprodotti altrove, oltre che destagionalizzati. Sono quelli del futuro, secondo il primo report - curato da Magda Touti e dedicato ai festival di piccola e media dimensione - dell'Osservatorio sull'Industria e gli Eventi Musicali dell'Università Sapienza di Roma. Lo studio è stato presentato stamattina in Senato insieme al volume "I festival musicali di piccole e medie dimensioni. Modelli organizzativi, filiera e ricadute territoriali", realizzato in collaborazione con Assomusica e con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il progetto nasce dalla scoperta "del fatto che nella stagione 2025 si sarebbero organizzati 96 festival all'interno della nostra associazione e dico già che quest'anno saranno di più - ha spiegato il presidente di Assomusica, Carlo Parodi -.
Nel periodo maggio-agosto 2025 sono stati fatti 1.245 eventi in tutta Italia che hanno portato 1,8 milioni di spettatori paganti per un incasso di circa 80 milioni di euro. Parliamo di festival con un range tra i mille e i 10mila spettatori".
Dalla ricerca - curata da Magda Touti e presentata durante l'incontro da Fabiola Sfodera, professoressa della Sapienza - è emerso che ciascun festival attiva in media 135 lavoratori e imprese locali, di cui 108 tra personale e collaboratori e 29 fornitori. Il 40% del pubblico che vi partecipa proviene da fuori provincia, il 10% da fuori regione, dimostrando una forte capacità attrattiva di questo genere di eventi, che diventano la ragione principale del viaggio.
La biglietteria finanzia il 53% delle entrate, mentre l'11% arriva da sponsorizzazioni, il 16% dall'acquisto di cibo e bevande e l'8% dai contributi privati. Oltre il 57% dei festival riceve qualche forma di cofinanziamento pubblico; nel 34,7% dei casi il contributo è inferiore alla metà del budget, mentre solo il 22,4% conta su un sostegno pari o superiore al 50% dei costi.
Lo studio - basata su dati ufficiali forniti dalla Siae e integrato attraverso questionari (49 rispondenti) e interviste semi-strutturate a 18 organizzatori e 6 stakeholder - rileva anche che sta crescendo la concezione dei festival come "sistemi integrati di offerta culturale", con quasi la metà di essi che rispecchiano questo modello (il 44,9%). Si tratta di modalità di realizzazione degli eventi orientati sull'ecosistema, che genera valore lungo la filiera e diventa una piattaforma di attivazione territoriale a livello economico e turistico. Ma nel 30,6% dei casi, quasi un terzo, i festival sono ancora pensati come dei singoli eventi, con buona parte del loro valore concentrato nel momento performativo, ovvero quello in cui avvengono, con una limitata diversificazione delle entrate e una debole definizione strategica. Il restante 16,3% assume una forma ibrida in cui ci si muove verso format replicabili e riconoscibili, ma ancora poco elaborati a livello di ecosistema.
Tra gli obiettivi dell'Osservatorio c'è anche quello di fornire agli organizzatori un framework per la valutazione sistematica degli impiatti economici, sociali, culturali e ambientali dei festival.
"Stavamo lavorando col sottosegretario Mazzi a delle idee ma lui ora è andato a fare il ministro del Tueismo e alcune cose sono rimaste sospese - ha spiegato Paolo Marcheschi, capogruppo Fdi in commissione Cultura del Senato -. I festival risentono molto della stagionalità e abbiamo un deficit infrastrutturale importante su palazzetti e luoghi. Stiamo lavorando per trovare spazi per poterli fare anche d'inverno". Ma Roberto Marti (Lega), presidente commissione Cultura del Senato, ha rassicurato che "lavoriamo molto con il turismo, con lo spettacolo e con i festival e quindi riusciremo sicuramente a dare un'ulteriore impronta in materia legislativa per facilitare, avvicinare e dare la possibilità di far vivere i nostri territori con gli eventi", dunque la collaborazione con Mazzi non si fermerà.
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