A Cannes reunion di maestri, niente italiani, assenti i blockbuster Usa
ANSA - Cultura

A Cannes reunion di maestri, niente italiani, assenti i blockbuster Usa

Giovedì 9 aprile 2026
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Nell'edizione numero 79 in gara Almodovar, Farhadi, Nemes, Grisebach

 La mancanza all'appello, almeno per adesso (potrebbe esserci qualche aggiunta dell'ultimo momento), di registi italiani nella corsa alla Palma d'Oro e in tutte le altre sezioni principali; un concorso internazionale dominato da una 'reunion' di maestri del cinema mondiale, da Asghar Farhadi a Pedro Almodovar, da Andrey Zyagintsev a Hirokazu Kore-eda; un'assenza totale dei blockbuster hollywoodiani. Sono fra le linee più evidenti del programma della 79/a edizione del Festival di Cannes, che si svolgerà dal 12 al 23 maggio. Una selezione nata da 2.541 lungometraggi proposti, provenienti da 141 Paesi.
    "Si dice spesso che Cannes non sia un festival francese, ma un festival in Francia - commenta il delegato generale Thierry Fremaux, annunciando i titoli - dove il mondo intero si riunisce per due settimane e afferma che il cinema è un'arte viva". Una vitalità alla quale però l'Italia non partecipa, se non attraverso le coproduzioni, e alcuni interpreti, compreso Erri De Luca in veste di attore per La Vie d'une Femme della francese Charline Bourgeois-Tacquet, in concorso. "L'Italia è un grande Paese di cinema e ci saranno delle piccole aggiunte... - osserva Fremaux con l'ANSA -. Ma diciamo che forse non abbiamo visto film che meritavano di essere in competizione, non è grave. Può succedere, e i film torneranno".
    Non mancano, invece, nella competizione principale, molti maestri del cinema mondiale (un altro presiede la giuria, Park Chan-wook), in gran parte già pluripremiati a Cannes. A cominciare dal ritorno di Pedro Almodovar con Amarga Navidad, un racconto tra realtà e finzione appena uscito in Spagna e accolto da recensioni entusiastiche. Fra gli altri, c'è l'iraniano vincitore di due Oscar Asghar Farhadi con Histoires Parallèles (Parallel Tales) in cui dirige un cast che comprende Isabelle Huppert, Virginie Efira, Vincent Cassel, Catherine Deneuve.
    Rivedremo sul red carpet Javier Bardem per El Ser Querido (The Beloved) di Rodrigo Sorogoyen. Dopo Sentimental Value, Renate Reinsve tornerà, stavolta a fianco di Sebastian Stan, per Fjord del romeno Cristian Mungiu. Il russo dissidente Andrey Zvyagintsev ha in gara la favola politica Minotaur. Hirokazu Kore-eda presenta il dramma famigliare distopico Sheep in the Box. Pawel Pawlikowski firma Fatherland, ambientato durante la Guerra fredda, con Sandra Huller. Laszlo Nemes in Moulin racconta un eroe della resistenza nella Francia occupata, Jean Moulin (interpretato da Gilles Lellouche).
    In corsa per la Palma d'Oro ci sono anche cinque cineaste: oltre al film di Charline Bourgeois-Tacquet, The Dreamed Adventure della tedesca Valeska Grisebach; Garance (Another Day) della francese Jeanne Herry; Gentle Monster dell'austriaca Marie Kreutzer, Histoire de la Nuit (The Birthday Party) della francese Léa Mysius. A rappresentare gli Usa in gara c'è un importante esponente del cinema americano indipendente, Ira Sachs, con il fantasy musical The Man I Love interpretato da Rami Malek.
    Si pesca nel cinema indie a stelle e strisce anche per l'apertura di Un Certain Regard con l'horror sui generis Teenage Sex and Death at Camp Miasma dell'emergente Jane Schoenbrun con Gillian Anderson e Hannah Einbinder. Senza dimenticare che troveremo in Cannes Premiere il già annunciato John Travolta al debutto da regista con Propeller One-Way Night Coach e fra le proiezioni speciali, con due documentari, Steven Soderbergh con John Lennon: The Last Interview, e Ron Howard con Avedon, dedicato al grande fotografo.
    Assenti i blockbuster, per quanto qualcuno sperasse in un esordio sulla Croisette di titoli come Disclosure Day di Steven Spielberg o The Mandalorian and Grogu di Jon Favreau. "Gli Stati Uniti saranno rappresentati, le major un po' meno" sottolinea Fremaux, ricordando anche che una delle due Palme alla carriera andrà a Barbra Streisand (l'altra la riceverà Peter Jackson, ndr). "È importante capire che quando le major sono meno presenti a Cannes, è perché sono meno presenti in generale con quel tipo di cinema" aggiunge Freamux. D'altronde, "Tom Cruise e la Paramount sono venuti recentemente per Top Gun e Mission Impossible". Comunque al di fuori del cinema delle major, "il cinema indipendente, quello al di fuori di Los Angeles, continua a esistere, e questa selezione lo rifletterà". 
 Infine, Cannes entra anche il dibattito sull'intelligenza artificiale: "È importante chiarire che difendiamo la libertà di creare per tutti gli esseri umani, ma solo per gli esseri umani - sottolinea la presidente del festival Iris Knobloch -. L'IA è già entrata negli studi di produzione, nelle sale di montaggio e nel processo creativo. Non chiudiamo un occhio, ma ci rifiutiamo di lasciarle dettare le regole del cinema".
   

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