Parma, il nuovo video precedente allo scontro tra professori e studenti: «È un docente a indicare ai ragazzi dove andare, questo cambia la storia»
L'avvocata Claudia Pezzoni diffonde il video che mostra quanto è avvenuto prima dello scontro a Parma: «È il docente a invitare i ragazzi a seguirlo nel parco, non sono loro a rincorrerlo
Parma, il nuovo video precedente allo scontro tra professori e studenti: «à un docente a indicare ai ragazzi dove andare, questo cambia la storia»
29 maggio 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiL'avvocata Claudia Pezzoni diffonde il video che mostra quanto è avvenuto prima dello scontro a Parma: «à il docente a invitare i ragazzi a seguirlo nel parco, non sono loro a rincorrerlo
Giusi Fasano / CorriereTv
«Questo nuovo video secondo noi è importante perché mostra quello che è successo prima del video che ha fatto il giro del Web nei giorni scorsi. E cioè: è il professore che invita i ragazzi a seguirlo nel parco. à lui che dice qualcosa tipo: andiamo di là , lontano dalla scuola. Indica proprio il luogo. Non sono i ragazzi che lo rincorrono così, di punto in bianco. Se dobbiamo raccontare questa storia, allora raccontiamola tutta».
Lâavvocata Claudia Pezzoni ha deciso di uscire allo scoperto e ha diffuso, «nellâinteresse della verità e della giustizia per il mio assistito», un secondo video sui fatti di Parma di qualche giorno fa. E cioè: sullo scontro fra un gruppetto di ragazzi e due professori dellâItis Leonardo da Vinci in un parco vicino a scuola.
Dal primo dei filmati diffusi finora si vedevano prima i ragazzi rincorrere uno dei due prof e poi lâaltro insegnante che bloccava a terra uno studente mentre un ragazzo (anche lui studente) lo colpiva alla schiena con qualcosa che sembrava una cinghia.
Adesso il nuovo video racconta la parte precedente a quelle scene. E in questo caso non si vede nessuno rincorrere nessun altro. «I ragazzi lo seguono in fila indiana tranquillamente», dice lâavvocata di uno dei tre ragazzi coinvolti.
Perché câè di mezzo unâavvocata? Perché â si è saputo oggi â i tre studenti (di 17,16 e15 anni) sono tutti e tre indagati (a vario titolo) per violenza e minacce aggravate nei confronti di personale scolastico. Un procedimento scattato dâufficio, come prevedono la legge Cartabia e il decreto sicurezza: lâindagine scatta se i fatti si verificano nei pressi della scuola ai danni, appunto, del personale scolastico.
Quindi poco conta il fatto che i prof non abbiano firmato alcuna denuncia contro i ragazzi. Che tra lâaltro sono stati sospesi per un mese, che rischiano la bocciatura e che si difendono contrattaccando. O meglio: lo fanno i loro genitori. La famiglia del ragazzo più grande ha infatti firmato una denuncia nei confronti dei professori coinvolti nella rissa.
Per i ragazzi procede il tribunale di Bologna, per i professori la procura ordinaria.
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