I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra
Corriere della Sera

I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra

Mercoledì 17 giugno 2026
1 visualizzazione

Al teatro greco di Siracusa in scena la più antica opera teatrale giunta integra e messa in scena dal regista Àlex Ollé con la traduzione di Walter Lapini. Un'opera di un'attualità disarmante

I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra

17 giugno 2026

Embed✓ Codice embed copiato negli appunti

Al teatro greco di Siracusa in scena la più antica opera teatrale giunta integra e messa in scena dal regista Àlex Ollé con la traduzione di Walter Lapini. Un'opera di un'attualità disarmante

Iacopo Gori, inviato a Siracusa / CorriereTv

I Persiani di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene, è l’opera tragica piu antica giunta fino a noi nella sua integrita, probabilmente a partire dalla seconda versione messa in scena a Siracusa nel 467 a.C. 

Racconta la notizia della tremenda sconfitta dell'impero persiano guidato dalla hybris (arroganza) di Serse totalmente distrutto nella battaglia di Salamina nel 480 AC, quindi otto anni prima della messa in scena. Una cronaca molto viva dei fatti per gli ateniesi di allora: lo stesso Eschilo aveva perso un fratello in quella  guerra. 

Eschilo ha il colpo di genio: ambienta la tragedia a Susa (la capitale persiana) e per la prima volta mette in scena i vinti. Lo sconforto e l'angoscia della regina madre Atossa (moglie di Serse e madre di Dario) e dei dignitari di corte che apprendono la tragica notizia. 
Una storia di imperi insaziabili e bramosi di conquiste continue, una storia di giovani soldati che muoiono senza un motivo, di genitori che sopravvivono ai figli, di mogli che rimangono senza mariti e figli piccoli senza padri. 
La tragedia della guerra, sempre la stessa. 
  
​Rivederla in quello stesso teatro di Siracusa nel giugno del 2026 - esattamente 2493 anni dopo - messa in scena dal regista spagnolo Ã€lex Ollé (una delle menti creative de La Fura dels Baus) con la potente e delicata traduzione del grecista Walter Lapini è un'esperienza disarmante. 
Sembra tutto molto, troppo attuale. 

«E chi è il loro padrone? Chi comanda quel popolo?» chiede la regina Atossa parlando degli ateniesi che hanno travolto i persiani. Il coro risponde: «Non hanno un padrone, non sono schiavi di nessun uomo. Questo è ciò che si dice di loro». 
​«I Persiani  - dice il regista Ollè - e una critica all’imperialismo delle grandi potenze. Ed è rimasto tutto purtroppo uguale. Basta vedere Trump e Putin». 
«I Persiani - dice Walter Lapini - sono un capolavoro ma anche una lezione di stile, non solo letterario».

Sopra il video integrale con le interviste 
------------------------------------
I Persiani di Eschilo,
Fondazione Inda, Teatro Greco di Siracusa, fino al 28 giugno 2026

Video del giorno

Trump molla Netanyahu?

Dieci anni fa la Brexit, oggi gli inglesi rivogliono la Ue

I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra

Il siparietto Trump-Meloni al G7: «Sono stato abbandonato». «Non è vero, siamo sempre stati amici»

Dalla tragedia alla commedia: un gatto sabota la morte di Romeo e fa impazzire il pubblico

Cronaca

I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a fare la guerra

Com'era Firenze negli anni '50: visioni magiche di una città scomparsa

Quando il cardinale Ruini elogiò Mario Draghi primo ministro

Ruini per i suoi 90 anni: «Gratitudine al Signore e ai miei genitori per il tanto tempo in cui sono vissuto e anche per la grazia del Sacerdozio»

Vaticano, cardinale Camillo Ruini: la presidenza Cei, la visione e la politica del porporato confidente dei Papi

17 giugno 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

I più visti

La 7

Condividi questo articolo