Oriana Fallaci, Indro Montanelli, Tiziano Terzani nei ricordi dei loro familiari
I tre giganti del Corriere della Sera (e del giornalismo italiano) rivivono negli aneddoti e nei dettagli. I tratti più emblematici del loro carattere (e della loro comune origine, Firenze)
Oriana Fallaci, Indro Montanelli, Tiziano Terzani nei ricordi dei loro familiari
19 luglio 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiI tre giganti del Corriere della Sera (e del giornalismo italiano) rivivono negli aneddoti e nei dettagli. I tratti più emblematici del loro carattere (e della loro comune origine, Firenze)
Jacopo Storni / CorriereTv
Sicuramente irriverenti, tutti e tre. E coraggiosi, appassionati, mai addomesticati al potere, allergici alla demagogia. Oriana Fallaci, Indro Montanelli, Tiziano Terzani. Tre giornalisti (rigorosamente in ordine alfabetico), tre grandi firme del Corriere della Sera. Tre caratteri audaci, onesti intellettualmente, indipendenti, pungenti. Cercavano ovunque la verità . Tutti e tre fiorentini, e forse per questo impertinenti, esuberanti, sarcastici. Talvolta superbi. E magari insolenti.
Come quella volta che Oriana Fallaci si tolse il chador di fronte a Khomeini definendo il velo un «cencio medievale». O quella volta che Montanelli definì «padrino» Ciriaco De Mita con tanto di querelle in tribunale. Oppure quella volta che il giovane Terzani andò dal direttore del Giorno Italo Pietra chiedendogli di essere spedito come corrispondente in Asia, il direttore disse di no e lui partì per le redazioni di tutta Europa per proporsi in quel ruolo che sognava.
Appassionati fino in fondo al giornalismo, quello vero, di cui loro hanno fatto la storia del Novecento. Curiosi, avventurosi. E temerari, stravaganti, ironici. Come quella volta che Terzani, quando un indovino gli predisse che nel 1993 rischiava di morire in un incidente aereo, decise di non prendere più l'aereo per un anno intero. Viaggiò solo in treno, nave, auto, cavallo e scrisse Un indovino mi disse.
Oppure, ancora, le interviste di Oriana Fallaci, dove il suo sguardo penetrante disarmava gli intervistati. E ancora Indro Montanelli, che andava nello studio dellâartista Renato Guttuso e, portando con sé un suo quadro, chiedeva spiegazioni sul senso della sua pittura.
Tutti e tre rivivono â in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera â nelle tenere memorie dei loro familiari: Letizia Moizzi, nipote di Montanelli; Edoardo Perazzi, nipote della Fallaci; Angela Terzani Staude, moglie di Terzani.
Li abbiamo incontrati in tre luoghi iconici: i giardini Montanelli a Milano, dove câè la statua del giornalista nato a Fucecchio; la casa di Edoardo Perazzi a Milano, dove tutto è in fermento per lâimminente mostra sulla Fallaci nel capoluogo lombardo; casa Terzani a Bellosguardo, Firenze, dove statue e amuleti asiatici raccontano la doppia anima terzaniana.
Ognuno di loro tre racconta un aneddoto, un ricordo, un dettaglio delle loro vite, legato in particolare al loro rapporto con il Corriere. E tutti e tre raccontano qual è stato il tratto più autentico ed emblematico della loro fiorentinità .
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19 luglio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA