«Non è vincere una medaglia, ma tenerla il più a lungo possibile», le voci delle donne che vivono con il tumore al seno metastatico
L’iniziativa «Due di Noi sul divano rosa», promossa da Gilead Sciences Italia ed Europa Donna Italia, entra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
«Non è vincere una medaglia, ma tenerla il più a lungo possibile», le voci delle donne che vivono con il tumore al seno metastatico
28 gennaio 2026
Embedâ Codice embed copiato negli appuntiLâiniziativa «Due di Noi sul divano rosa», promossa da Gilead Sciences Italia ed Europa Donna Italia, entra nel programma dellâOlimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
Nino Luca / CorriereTv
Francesca e Paola, due donne una storia che parla di resistenza e futuro. Allâinterno dellâOlimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 prende voce «Due di Noi sul divano rosaâ, lâiniziativa promossa da Gilead Sciences Italia con Europa Donna Italia per portare il tumore al seno metastatico fuori dai contesti sanitari tradizionali.
«Sono una paziente di tumore al seno metastatico», racconta Paola Cornero, ex insegnante di Italiano e storia, ora in pensione nella sua Bergamo. «Le cadute ci sono, fisiche e mentali, ma bisogna accettare i momenti brutti e continuare ad andare avanti con unâattitudine positiva. Ci vuole resistenza, resilienza, rialzarsi dopo la caduta perché le cadute ci sono». Nel parallelo con lo sport, Paola sottolinea il valore del movimento e del gioco di squadra: «Non è vincere una medaglia, ma riuscire a tenerla, quella della vita, il più a lungo possibile».
Accanto a lei Francesca Romano, 50 anni, da Brescia: «Cerco di vivere la vita di tutti i giorni, anche se ho delle scadenze: controlli, terapie. A volte si sta bene, a volte meno, ma si va avanti col sorriso». E lancia un messaggio alle altre donne: «Serve tanto coraggio, tanta forza e tanta voglia di vivere». Il suo sogno è semplice e potente: «Vivere più a lungo possibile, perché ho ancora tante cose da fare».
Testimonianze che mostrano come oggi la malattia metastatica possa diventare una condizione con cui convivere, grazie alla ricerca, dando più tempo e più qualità alla vita. Rosanna DâAntona, presidente di Europa Donna Italia, punta il dito sulla necessità di ascolto e consapevolezza: «Dare voce alle donne con tumore al seno metastatico significa raccontare bisogni e difficoltà », ricordando che la campagna ospita e sostiene le circa 55mila italiane che convivono con la malattia avanzata.
La professoressa Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all'Università di Padova, nel suo intervento tecnico ricorda come «il progresso terapeutico abbia reso il tumore metastatico una condizione con cui si può convivere più a lungo, dando tempo e qualità alla vita delle pazienti. Il fattore determinante è stato il riconoscimento che il tumore al seno non è una malattia unica, ma profondamente eterogenea. Oggi distinguiamo almeno tre sottotipi biologici â triplo negativo, con recettori ormonali positivi e HER2-positivo â e questa classificazione ci permette di personalizzare le cure».
Lâiniziativa, al centro dellâOlimpiade culturale e proseguita dalla sede di Europa Donna Italia, vuole andare oltre la comunicazione sanitaria tradizionale: «Usare arte, sport e cultura per generare consapevolezza e impatto sociale positivo», afferma Frederico Da Silva di Gilead Sciences.
Domenico De Maio, Education & Cultural Director della Fondazione Milano Cortina 2026: «Lâapertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresenta un momento di grande visibilità , per questo offre unâopportunità per accendere un faro su temi di salute. La presenza di sportive e sportivi che hanno vissuto lâesperienza del tumore al seno rende questo messaggio ancora più potente e autentico».
Per tutta la durata della kermesse olimpica, la campagna proseguirà presso la sede di Europa Donna Italia per svilupparsi successivamente attraverso ulteriori tappe e iniziative aperte al largo pubblico.
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28 gennaio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA