Caso Yara, parla Massimo Bossetti: «Il porno con le tredicenni? Non sono quel tipo di persona»
Corriere della Sera

Caso Yara, parla Massimo Bossetti: «Il porno con le tredicenni? Non sono quel tipo di persona»

Giovedì 22 gennaio 2026
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«Vorrei sapere chi ha ucciso Yara»

Caso Yara, parla Massimo Bossetti: «Il porno con le tredicenni? Non sono quel tipo di persona»

22 gennaio 2026

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«Vorrei sapere chi ha ucciso Yara»

CorriereTv

«Vorrei sapere anche io chi l’ha uccisa». È questa la risposta secca e diretta che Massimo Bossetti ha dato a Bruno Vespa dal carcere di Bollate, dove sconta l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. Uno dei passaggi più intensi della puntata speciale di «Porta a porta», andata in onda mercoledì 21 gennaio su Rai1 per celebrare i trent’anni del programma.
Vespa ha voluto tornare su uno dei casi di cronaca giudiziaria che più hanno segnato l’opinione pubblica italiana: il delitto di Brembate del 2011. Nel primo stralcio dell’intervista, il conduttore va dritto al punto: «Signor Bossetti, se non è stato lei ad uccidere Yara Gambirasio, chi è stato?». La replica è immediata, senza esitazioni, la stessa che Bossetti ripete da anni.
Il confronto si sposta poi su un nodo cruciale del processo: i contenuti trovati nel computer di casa sua. Vespa cita le ricerche pornografiche emerse dagli accertamenti informatici, tra cui una con riferimento esplicito a “13enni per sesso vergini”, tenendo conto che Yara aveva solo 13 anni. Bossetti non nega la presenza di materiale a luci rosse, ma respinge con forza quella specifica ricerca. “Sono negato a livello informatico – spiega – e con mia moglie frequentavamo quei siti per curiosità. Non so come sia potuta venire fuori una cosa del genere, non me la spiego”. Ribadisce che né lui né la moglie avrebbero mai cercato contenuti legati a minori.
Questo estratto ha riacceso il dibattito su un caso che, a oltre un decennio di distanza, continua a dividere l’Italia. Prima dell’arresto, nel 2014, Massimo Bossetti – nato nel 1973 a Mapello, in provincia di Bergamo – era un operaio edile, padre di tre figli, senza precedenti penali. Una vita anonima, travolta da una delle inchieste giudiziarie più seguite del Paese.

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22 gennaio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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