Iran, manifestazione pro Pahlavi a Milano: «Meloni chiuda il consolato»
Corriere della Sera

Iran, manifestazione pro Pahlavi a Milano: «Meloni chiuda il consolato»

Sabato 17 gennaio 2026
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Alcune centinaia di persone chiedono a gran voce al governo italiano di intervenire ritirando la delegazione diplomatica nel Paese

Iran, manifestazione pro Pahlavi a Milano: «Meloni chiuda il consolato»

17 gennaio 2026

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Alcune centinaia di persone chiedono a gran voce al governo italiano di intervenire ritirando la delegazione diplomatica nel Paese

LaPresse / CorriereTv

(La Presse) - Alcune centinaia di persone stanno manifestando a Milano davanti al consolato iraniano per chiedere la fine della Repubblica Islamica e per il ritorno dello scià. Al grido di “Javid shah” in persiano “viva il re” e “Meloni chiudi il consolato” i manifestanti chiedono a gran voce al governo italiano di intervenire ritirando la delegazione diplomatica nel Paese. 
«L'associazione Italia-Iran rappresenta la comunità iraniana in Italia e anche gli italiani che lottano insieme agli iraniani nella battaglia contro il regime assassino della Repubblica Islamica e fa riferimento alla leadership del Principe Reza Pahlavi che il popolo iraniano e i giovani iraniani nelle strade in questi giorni a rischio della vita hanno indicato come il leader che loro desiderano per guidare una transizione alla democrazia e l'avvio di una fase costituente per poi votare sul futuro del loro Paese», ha spiegato Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente associazione Italia-Iran. «Qui non si parla solo di un ritorno dello Scià, qui si parla di un ritorno della democrazia, delle libertà civili e costituzionali. Il principe Reza Pahlavi è in campo fin dall'inizio come figura unitaria per garantire una transizione democratica - ha proseguito Brambilla di Carpiano - Il suo progetto politico è quello di portare in sicurezza il Paese a votare in un libero referendum. Saranno gli iraniani che sceglieranno quale forma di governo vorranno per il loro futuro. Ma l'importante adesso è la caduta del regime e la gestione di una transizione che sia il più possibile pacifica e scongiuri guerra civile e spinte centrifughe. Stiamo parlando del Medio Oriente e questo è un rischio concreto», ha concluso.

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17 gennaio 2026 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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